GRUPPO ATLANTE 2000 &

COMITATO SINDACI DELVENETO

 

Piano sicurezza tipo per la provincia di TORINO

 

IPOTESI DI

A.   - PIANO DI SICUREZZA PREVENTIVO

1.     SETTORE VOLANTI PER LA PROVINCIA DI TORINO 

1^ DIVISIONE DELL’UFFICIO SICUREZZA PROVINCIALE

2.     – SETTORE CONTROLLO DEL TERRITORIO URBANO DELLA PROVINCIA E CITTA’ DI TORINO.

(Diverrà la 3^ Divisione "Poliziotto di quartiere" dell’UFFICIO SICUREZZA PROVINCIALE)

 

B) – PIANO DI SICUREZZA DELLA RETE INVESTIGATIVA

 

2^ DIVISIONE DELL’UFFICIO SICUREZZA PROVINCIALE

         UFFICIO DIGOS

         UFFICIO SQUADRA MOBILE

 

 

 

INDICE

- Definizione dei piani di sicurezza                                                               Pag.   2

- Ufficio sicurezza provinciale. 1^ Divisione Settore volanti.                                     5

- 1^ Divisione. Settore controllo del territorio. Piano del

poliziotto di quartiere  per la città e la provincia di Torino.

(Diverrà la terza divisione dell’ufficio sicurezza provinciale).                                    18

- Ufficio sicurezza provinciale. 2^ Divisione.                                                          44

Piani di sicurezza della rete investigativa.                                                45 - 48

- Esempio numerico del numero di volanti, del numero

di unità poliziotto di quartiere ed unità investigative sul

territorio nazionale, per la provincia di Torino ed il suo

Capoluogo.                                                                                             40 – 51 – 52 -  Entità del personale da recuperare al servizio attivo                                            54      

 - Ipotesi di nuova distribuzione  di personale tra le forze di Polizia                        55

- Personale da porre in quiescenza                                                                       57

 

 

  

PIANI DI SICUREZZA

 

I piani di sicurezza si definiscono come lo strumento organizzativo che permette di programmare l’impiego di uomini e mezzi, nelle attività che assicurano sicurezza di circolazione, di relazione, di pacifico ed ordinato svolgimento di tutte le attività che caratterizzano la convivenza civica; tali da farle raggiungere livelli qualitativi, progressivamente sempre più elevati.

I piani riguardano allora l’organizzazione dei mezzi e delle funzioni dei tre uffici o divisioni nelle quali è diviso l’ufficio sicurezza provinciale, regionale e interregionale.

Conseguentemente ciascun piano di sicurezza dovrà prevedere le attività relative a:

a.      – Analisi dei flussi di traffico che interessano le specifiche attività da controllare;

b.     – Controllo delle zone produttive e dei punti sensibili delle varie funzioni residenziali, produttive e sociali dei cittadini e residenti;

c.      – collegamento con la rete di organi preposti alla sicurezza dei cittadini e residenti sul territorio;

d.     – capisaldi di organizzazione delle attività di Polizia.

Si dovrà procedere così alla formazione di piani di sicurezza per ciascun settore di intervento delle forze di sicurezza.

Essi saranno quelli che concernono:

 

PIANO DI PREVENZIONE DEL SETTORE VOLANTI PER LA PROVINCIA DI

TORINO

La previsione di questo piano di sicurezza deve comprendere alcuni punti fondamentali che si indicano qui di seguito:

1.     – Individuazione dei settori di decentramento delle attività di sicurezza della Provincia di Torino. 

2.     – Controllo dei flussi di traffico delle attività produttive e illecite della Provincia di Torino.

3.     – Controllo delle attività produttive della medesima circoscrizione provinciale.

4.     – Controllo dei punti sensibili della vita sociale e ricreativa della comunità milanese.

5.     – Collegamento tra i settori provinciali di decentramento dell’ufficio sicurezza di Torino.

6.     – Collegamento della rete di volanti con il poliziotto di quartiere.

7.     – Collegamento con la rete investigativa da parte della rete di volanti.

8.     – Collegamento della stessa rete di volanti con le forze speciali delle forze di polizia.

9.     – Servizi semplici e complessi delle unità volanti.

10. – Servizi compositi con il poliziotto di quartiere.

11. – Capisaldi di sicurezza.

12. – Concentramento di volanti in caso di delitto commesso.

13. – Collegamento delle unità volanti con gli organismi laici e religiosi, al fine di acquisire le informazioni utili per la prevenzione degli illeciti e per le funzioni sociali della sicurezza. (Acli, Caritas, Azione cattolica, parrocchie, uffici circoscrizionali di quartiere, USL, ecc.).

14. – Collegamento dell’ufficio sicurezza provinciale con quelli delle province confinanti, al fine del coordinamento dei piani delle unità volanti di tali uffici sicurezza.

15. – L’acquisizione delle informazioni ricevute dal poliziotto di quartiere e dalla rete investigativa.

16. – Le informazioni della rete volanti vanno fornite alla rete investigativa per la parte che può interessare alla stessa.

17. – Le tecniche di intervento della rete volanti: l’osservazione e la constatazione diretta per la realizzazione degli obiettivi di piano.

. Il potenziamento della ricerca con la rete investigativa, quando viene individuato l’illecito.

. La constatazione diretta viene effettuata con auto civili ed operatori in borghese e in divisa.

18. – Verifiche della validità dei piani, con sperimentazione di nuove tecniche di intervento e diversa densità di controllo.

18   Bis - ter – Gli  obiettivi di piano:

. Diminuzione del tasso di criminalità desumibile dalle statistiche annuali redatte dalla Prefettura di ciascuna provincia.

. Il raggiungimento degli obiettivi di piano in relazione alle tecniche di intervento. Un obiettivo specifico deve essere anche l’adozione di specifiche misure atte a scoraggiare la commissione di illeciti.

La modifica delle tecniche di intervento si pone in relazione al raggiungimento o meno degli obiettivi prefissati.

Ad esempio si potrà prevedere un numero maggiore o minore di operatori in divisa, una diversa intensità di controlli su ciascun tipo di punto sensibile o attività produttiva.

Nei piani potranno essere anche previste le variazioni dei capisaldi in relazione all’intensità dell’attività criminosa nelle diverse zone provinciali.

 

 

 

 

 

PIANO PROVINCIALE ANNUALE DELLA PROVINCIA DI TORINO PER

LE ATTIVITA’ DI SICUREZZA – SETTORE VOLANTI – 1^ DIVISIONE

DELL’UFFICIO SICUREZZA PROVINCIALE - PREVENZIONE

 

1.     – Settori di decentramento della provincia di Torino.

. Torino e comuni limitrofi di coordinamento;

. Susa;

. Pinerolo;

. Carmagnola;

. Chivasso;

. Ivrea;

. Lanzo Torinese.

I settori di decentramento vengono divisi in sottosettori, che corrispondono alle circoscrizioni della rete di volanti, di poliziotto di quartiere ed investigativa.

Il settore di Torino può comprendere i seguenti Comuni:

.  Rivoli – Orbassano – Nichelino – Moncalieri – None – Vinoso – Precetto – ChieriLeini – Volpino – Caselle – Gassino – Settimo Torinese – PoirinoSuperga.

Ciascun settore di decentramento viene diviso in sottosettori che terminano ove finisce il corrispondente settore di decentramento, nel caso di Torino o dei maggiori centri provinciali, dove termina cioè il territorio dei Comuni esterni succitati.

Il Comune di Torino  del settore di decentramento di Torino, viene diviso successivamente in zone, così come ogni altro centro urbano capoluogo di provincia o minore dello stesso territorio provinciale.

Le zone per il Comune di Torino, che continuano al termine del Comune come sottosettori, possono essere così individuate:

1^ ZONA, CORSO LECCE; contornata dalle seguenti vie: CORSO LECCO – CORSO VITTORIO EMANUELE II – CORSO MONCALIERI – CORSO REGINA MARGHERITA – FIUME PO.

2^ ZONA: CORSO DUCA DEGLI ABRUZZI,  contornata dal bordo della prima zona CORSO VITTORIO EMANUELE II ed entro il settore individuato da CORSO UNIONE SOVIETICA – CORSO DUCA DEGLI ABRUZZI da un lato e IL FIUME PO dall’altro. 

3^ ZONA: CORSO GIULIO CESARE,  contornata dal bordo della prima zona CORSO REGINA MARGHERITA  ed entro il settore individuato da CORSO GIULIO CESARE  da un lato e CORSO  GABETTI – VIA COMUNI dall’altro;

4^ ZONA:  CORSO POTENZA, contornata dal bordo della prima zona  CORSO REGINA MARGHERITA  ed entro il settore individuato da CORSO POTENZA – STRADA DELL’AEROPORTO da un lato e CORSO GIULIO CESARE  dall’altro; 

5^ ZONA: REGINA MARGHERITA, settore compreso tra CORSO POTENZA e CORSO REGINA MARGHERITA lato Parco Mario CARRARA.

6^ ZONA: Corso FRANCIA, settore compreso tra CORSO REGINA MARGHERITA – CORSO LECCE – CORSO FRANCIA;

7^ ZONA:  Corso VITTORIO EMANUELE II, settore compreso tra CORSO FRANCIA – CORSO CITTORIO EMENUEKE II  e CORSO DUCA DEGLI ABRUZZI – CORSO UNIONE SOVIETICA.

8^ ZONA:  Corso GABETTI, Settore compreso tra il FIUME PO – CORSO GABETTI e VIA COMUNI.

 

Come detto vi sarà corrispondenza tra le zone di intervento del poliziotto di quartiere e quelle della rete di volanti e della rete investigativa.

2.     – Flussi di traffico della provincia di Torino.

L’attività di prevenzione inizia dai flussi di traffico stradale, ferroviario, aereo, i quali devono essere controllati nel loro manifestarsi, al fine

 

di individuare eventuali anomalie che possono condurre ad attività illecite perpetrate in altre sedi.

Deve cioè essere predisposta una sorveglianza continua nei vari punti caratterizzanti un determinato traffico, al fine di individuare comportamenti illeciti, che potranno trovare la loro destinazione in altre sedi produttive o sociali.

Così dovranno essere pianificati servizi di controllo e di prevenzione sui vari mezzi di comunicazione, come le strade ferrate, gli aerei e gli aeroporti, le autostrade e gli automezzi di linea, le navi, i treni, le strade provinciali, nonché nei centri di sosta e di ristoro delle vie di comunicazione citate.

Per la provincia di Milano tali vie possono così essere individuate:

Autostrade: TORINO – SUSA - MODANE; TORINO – CASELLE; TORINO – PINEROLO; TORINO – SALUZZO – VOLTRI – GENOVA; TORINO – ALESSANDRIA; TORINO – CHIVASSO.

Strade statali o provinciali: TO – SUSA; TO – PINEROLO; TO – GARIGNANO; TO – CARMAGNOLA; TO – POIRINO; TO – CHIERI; TO – GASSINO; TO – CHIVASSO; TO – S.GIORGIO; TO – RIVAROLO; TO – LANZO TORINESE; TO – GIAVENO. 

Strade ferrate: TO – SUSA – MODANE; TO – PINEROLO; TO – CUNEO; TO – MONDOVI’- SAVONA; TO – CHIVASSO; TO – ASTI – ALESSANDRIA; TO – LANZO TORINESE

Aeroporti:  TORINO CASELLE

3.     – Attività produttive della provincia di Torino.

Altro settore molto importante ai fini della prevenzione di sicurezza, è il controllo delle attività produttive, che verrà svolto secondo la tecnica dell’osservazione e della constatazione diretta.

A titolo di esempio possono essere indicate alcune attività produttive da sottoporre al controllo di vario livello ed efficacia, al fine di prevenire specifiche attività delittuose.

Queste sono solo alcune delle numerose attività produttive che interessano la prevenzione di sicurezza, al fine di impedire la commissione di reati o di illeciti amministrativi.

In relazione a queste attività produttive, vanno individuate e insegnate nei relativi centri di formazione delle forze di Polizia, le attività di osservazione e di constatazione diretta.

Va quindi redatta una pianta provinciale delle attività produttive con i percorsi del controllo per sottosettori di ciascun settore di decentramento, effettuato in autovettura, in motociclo o a piedi sui vari mezzi di trasporto pubblici.

4)     I punti sensibili da controllare sono quelli indicati in precedenza e denominati attività produttive; in particolare meritano particolare attenzione le attività seguenti:

Queste attività andranno controllate in modo efficace e continuativo, da operatori in borghese e in divisa, secondo le circostanze.

Le tecniche di intervento per il controllo di tali attività saranno quelle dell’osservazione e della constatazione diretta ed i mezzi di locomozione potranno essere automezzi, motomezzi od altro secondo le specifiche esigenze.

Queste attività di controllo saranno particolarmente importanti per quelle regioni con alto tasso di criminalità, ove il controllo dovrà essere organizzato in maniera efficace, con analisi della variazione delle attività criminose, in funzione proprio della realizzazione di una rete preventiva.

Il controllo dovrà essere mobile e continuo. Mobile inteso, in termini di intensità variabile e secondo i primi risultati dell’attività preventiva, ai quali dovranno seguire altre funzioni di carattere repressivo.

Infatti a duna prima analisi generale di una volante, che ha raccolto sospetti in merito ad una certa attività produttiva, che potrebbe nascondere illeciti comportamenti, potrà seguire una azione più incisiva delle unità poliziotto di quartiere o della rete investigativa, in relazione alla gravità dell’illecito.

Se nel settore di decentramento provinciale di Torino, operano 85 volanti continuativamente per ogni turno di servizio, alcune saranno specializzate in certi accertamenti ed altre avranno compiti di controllo più generale.

5)     – Collegamento tra i settori provinciali della provincia di Torino.

Il collegamento tra i settori della provincia di Torino dell’ufficio sicurezza provinciale, per il settore volanti, avviene attraverso gli uffici del poliziotto di quartiere dei settori limitrofi di decentramento.

Il settore di decentramento di Torino ad esempio, avrà dei punti di collegamento a Avignana – None - Carignano, al fine di stabilire continue intese di lavoro ed organizzative con le volanti che operano nei settori di decentramento di SusaPinerolo - Carmagnola.

Naturalmente ogni settore di decentramento dovrà prevedere punti di collegamento con i settori limitrofi: così Susa  nei confronti di Pinerolo e di Torino e poi con i settori limitrofi di altre province. Per Carmagnola  vi potranno essere i settori di Asti e Cuneo.

Dovranno essere predisposte le tecniche di collegamento con vari strumenti a disposizione e con le diverse modalità operative da attuarsi con radio portatili, cellulari e con lo scambio diretto di informazioni.

6)     – Collegamento della rete di volanti con il poliziotto di quartiere.

Il collegamento con il poliziotto di quartiere dovrà avvenire via radio e centrale operativa per tutti i settori di decentramento. Ciò significa che le volanti di ogni settore dovranno poter comunicare con il poliziotto di quartiere di tutti gli altri settori della provincia.

Via radio o a mezzo cellulare nell’ambito di ciascun settore di decentramento, il collegamento dovrà essere garantito con tutti i poliziotti di quartiere del settore.

Lo scambio di informazioni avverrà direttamente negli uffici del poliziotto di quartiere ove si recano periodicamente le volanti di un certo settore di decentramento provinciale.

Per il settore di Torino, questo dovrà avvenire nelle zone del Comune di Torino e nei Comuni limitrofi fino ai confini di settore.

Le informazioni acquisite dal poliziotto di quartiere vengono sintetizzate nell’ufficio sicurezza provinciale e nei settori di decentramento per mezzo di computers ubicati nei Commissariati di zona. Tali informazioni debbono quindi essere elaborate in funzione della provenienza dai vari settori di decentramento.

Le medesime informazioni vengono trasmesse alla rete investigativa, per l’elaborazione necessaria alle indagini sui reati commessi.

7)     Collegamento con la rete investigativa, da parte della rete di volanti.

Le notizie ed informazioni che sono immediatamente utilizzabili dalla rete investigativa, debbono essere messe a disposizione della medesima immediatamente.

Tali comunicazioni vanno effettuate in funzione della osservazione e della constatazione diretta di illeciti che possono verificarsi.

Il collegamento operativo avviene negli uffici dei Commissariati di zona o in quelli della prima o seconda divisione dell’ufficio sicurezza provinciale.

Così per Torino gli uffici dei Commissariati di zona di Susa, Pinerolo, Carmagnola, Chiasso, Ivrea, Lanzo Torinese, potranno essere frequentati dalle volanti che hanno notizie importanti da comunicare direttamente agli organi di Polizia Giudiziaria (P.G.) di tali sedi.

Ma le medesime informazioni potranno essere trasmesse con comunicazioni telefoniche, via fax o con comunicazioni radio o ancora con telefoni portatili; in relazione alla riservatezza necessaria e alle possibilità dei vari mezzi di comunicazione di illustrare sufficientemente i fatti accaduti.

8)     – Collegamento delle volanti con le specialità delle forze di Polizia.

Le specialità ove esistenti nella provincia, operano negli stessi settori di decentramento dell’ufficio sicurezza ove agiscono le altre forze di sicurezza.

Le informazioni per esempio sulle attività illecite e sociali del settore ambiente  vengono acquisite per la provincia di Torino, dalle Guardie forestali dei settori di decentramento citati, negli uffici esistenti in tali settori di decentramento.

Medesimo collegamento avverrà negli uffici relativi, per quanto riguarda la Polizia tributaria, la polizia penitenziaria, la polizia ferroviaria, i Vigili del Fuoco.

9)     – Servizi semplici e complessi delle unità volanti.

Servizi semplici unitari e misti.

Il servizio di volante semplice può essere organizzato con operatori della stessa specialità e forza di Polizia e con operatori della stessa specialità e forza di polizia o ancora con operatori di specialità diverse e di forze di Polizia diverse, che operano nello stesso settore di decentramento provinciale o in settori diversi.

Una pattuglia di tre elementi può essere formata da operatori di Torino, Pinerolo e Chivasso, con il compito di prestare servizio in zone intersettoriali e di collegamento di settore, al fine anche della maggiore conoscenza ed idoneità di intervento nei rispettivi territori.

Con i servizi misti potranno essere impiegate pattuglie ad esempio di 3 uomini, di cui due del settore volanti ed uno delle Guardie forestali di Torino  o della Polizia ferroviaria.

Ma molto importanti sono i servizi misti di aiuto e soccorso che vengono previsti nel 30 % del totale dei servizi di ciascuna provincia.

Questi hanno la funzione di prestare soccorso in tutti i casi di precarietà e di difficoltà in cui si possono venire a trovare i cittadini e i residenti sul territorio provinciale; come nel caso di disagio giovanile, di orfani, abbandonati, richiedenti asilo ed aventi nazionalità straniera, prostitute, tossicodipendenti, anziani, vagabondi, barboni, ecc.

Questa funzione dell’aiuto e soccorso deriva da uno dei primi compiti della Pubblica sicurezza e quindi di tutte le forze di polizia vista la loro attività di intervento in situazioni di prevenzione e di repressione dei reati.

Questo compito ora attribuito con il progetto sicurezza in modo organizzato e scientifico alle forze di Polizia, permette di dare una caratteristica di estrema flessibilità alla struttura di Polizia e una garanzia di effettiva tutela democratica delle libertà del cittadino e residente sul territorio provinciale, regionale e nazionale.

Ciò suscita la considerazione secondo cui uno Stato sovrano che impronti la sua attività all’aiuto e soccorso, non può essere considerato un ordinamento autoritario, ma un ente che programma il suo sviluppo sulla base del rapporto dialettico e sociale di livello molto elevato e tale da costituire anche strumento educativo nei confronti di tutti coloro che risiedono nel suo ambito territoriale perché cittadini o perché vi stazionano per ragioni diverse dalla cittadinanza.

Tutta la struttura e la sistematica di impiego del settore volanti naturalmente, come ogni altra funzione di sicurezza, andrà sottoposta ad adeguata sperimentazione, in funzione dei risultati ottenuti nell’area preventiva e investigativa. Quindi anche l’utilità dei servizi misti andrà valutata alla luce dei risultati che un tale servizio comporta per la prevenzione e l’indagine di Polizia giudiziaria.

Si devono poi pianificare anche servizi complessi, con operatori di sicurezza provinciali, regionali e interregionali, per il controllo congiunto dei flussi di traffico regionali e interregionali.

Così potrà essere prevista la formazione di volanti di 3 uomini, di cui due appartenenti alla struttura provinciale ed 1 a quella regionale. Lo stesso accadrà per il controllo di attività produttive interprovinciali.

Ad esempio potrà trattarsi di controllo a locali di divertimento che richiamano persone provenienti da province diverse nei vari periodi dell’anno.

10)– Servizi compositi con il poliziotto di quartiere del settore volanti.

Molto utili saranno i servizi compositi effettuati dalle volanti unitamente ad operatori del poliziotto di quartiere, proprio al fine di amalgamare le tecniche di intervento nella prevenzione di illeciti di carattere amministrativo o penale.

Ciò sarà utile allora nella prevenzione della microcriminalità o della criminalità comune e per la più pronta individuazione dei luoghi ove si commettono illeciti.

Sono servizi da prevedere in ogni settore di decentramento e da sperimentare nelle loro funzioni di controllo del territorio.

 

 

11)– Capisaldi di sicurezza.

I capisaldi della struttura di sicurezza provinciale, costituiscono la struttura portante operativa e funzionale della medesima struttura; i punti cioè di riferimento per i collegamenti e le informazioni e per l’organizzazione delle attività di sicurezza.

Per la provincia di Milano, ma in genere per tutte le province, sono di 1^ - 2^ - 3^ - 4^ specie.

Capisaldi di 1^ specie.

Essi si trovano nei settori di decentramento provinciale e sono costituiti dai Commissariati di zona; come quelli di Susa, Carmagnola, Pinerolo, Chiasso, Ivrea e Lanzo Torinese  e l’ufficio sicurezza di Torino.

Capisaldi di 2^ specie

Sono i punti di collegamento intersettoriale tra la rete di volanti e il poliziotto di quartiere, si trovano negli uffici del poliziotto di quartiere (Municipi in genere dei Comuni limitrofi a ciascun settore di decentramento provinciale); per il settore di Torino essi sono ubicati  ad esempio  negli uffici del Poliziotto di quartiere di Avignana, None e Carignano.

Capisaldi di 3^ specie

Sono quelli interni a ciascun settore di decentramento. Per Torino settore di decentramento della provincia di Torino, relativo all’ufficio sicurezza provinciale; i capisaldi di 3^ specie si riferiscono agli uffici del poliziotto di quartiere dei Comuni limitrofi al Comune di Torino (i relativi municipi) e agli uffici del poliziotto di quartiere interni alle zone del comune di Torino: 1^ Zona Corso Lecce; 2^ Zona Corso Duca degli Abruzzi; 3^ zona Corso Giulio Cesare; 4^ zona Corso Potenza; 5^ zona Corso Regina Margherita;  6^ zona Corso Francia; 7^ zona Coprso Vittorio Emanuele II; 8^ zona Corso Gabetti.  

Capisaldi di 4^ specie

Sono di collegamento interprovinciale e divengono di collegamento interregionale, per le province come Torino  che confina con il Piemonte.

Per Milano i capisaldi di 4^ specie, possono così essere individuati: Chiasso – Ivrea – PineroloCarmagnola - Santena.

 

Riassumendo si può allora affermare che:

12. – Concentramento delle volanti e di altre forze di sicurezza in caso di commissione di gravi delitti.

Ogni qual volta si verifica un grave delitto in ciascun settore di decentramento provinciale, è necessario che le forze di sicurezza mobili anche del settore preventivo convergano sul luogo del reato, per collaborare nella ricerca di colpevoli e tracce dell’illecito commesso, sotto la direzione degli organi preposti alla investigazione.

Così il sequestro di persona o la rapina commessi nel settore di Torino, dovranno comportare il convergere delle forze mobili come le squadre volanti e i servizi di controllo del territorio, sul luogo ove è stato commesso il grave reato, con possibilità di impegnare il relativo personale in luoghi più lontani, ove possono essere ricercate o trovate tracce delle fonti di prova che possano individuare i colpevoli degli efferati delitti.

Sulla zona Torino  Corso Lecce  ad esempio, potranno convergere parte  delle volanti delle altre zone cittadine, ma se necessario  di altri settori di decentramento provinciale.  Il coordinamento sarà effettuato dalla centrale operativa dell’ufficio sicurezza di Torino.

Sul settore di Pinerolo  converge parte delle volanti di Carmagnola e Torino; coordina il COT di Pinerolo con l’intesa e il collegamento con l’unica centrale operativa di coordinamento provinciale di Torino.

Nel settore Chivasso, converge parte delle volanti di Ivrea e Torino; coordina il COT di Chivasso.

La rete investigativa del settore di coordinamento, potenziata anche da quella dell’ufficio sicurezza di coordinamento provinciale, dirige le attività di investigazione per aree e per settori e sottosettori, così come sono segnalati dal centro di coordinamento di settore.

 

13. – Collegamento delle unità volanti con gli organismi laici e religiosi.

Per le varie funzioni di sicurezza e sociali che la sicurezza svolge è utile che le unità volanti siano in continuo collegamento con le associazioni laiche e religiose e con le parrocchie indicate dagli uffici di coordinamento di settore.

Questo collegamento sarà rilevante non solo per l’individuazione attraverso l’informazione di fatti illeciti e dei relativi autori, ma anche per le attività di soccorso e di aiuto di carattere sociale cui la funzione di sicurezza può essere chiamata a svolgere. Questa è prevista con il progetto sicurezza per mezzo anche dei servizi misti organizzati con forze di Polizia e con operatori civili dei vari settori del volontariato.

Ciò si potrà verificare in particolare per i casi di disadattamento sociale, per i quali la pubblica sicurezza potrà essere chiamata a prestare assistenza con il pronto intervento delle persone anche civili indicate, che sono in grado di fornire l’assistenza necessaria.

14. – Collegamento delle unità volanti con le unità corrispondenti delle province confinanti.

Tale collegamento avverrà nei capisaldi di 4^ specie, come Chiasso – Ivrea – Pinerolo – Santona   per la provincia di Torino.

La finalità del collegamento è quella dello scambio di informazioni per il controllo del territorio e delle attività produttive. Esso avviene per mezzo di servizi complessi provinciali e regionali, che opereranno in via congiunta al fine della migliore conoscenza operativa del territorio e delle tecniche di intervento.

Il piano di sicurezza deve prevedere l’organica successione del collegamento, che deve essere diretto a uniformare l’operatività dei servizi di sicurezza in presenza delle medesime tipologie di illeciti penali od amministrativi.

Deve essere prevista allora l’operatività congiunta di volanti di province limitrofe, per periodi determinati nell’arco della settimana o del mese, attraverso servizi complessi, che comprendono personale di province diverse del settore volanti o con l’intervento di forze regionali.

Verranno valutati nei settori di decentramento interessati e poi in tutta la provincia, i risultati delle attività di controllo effettuate in via congiunta con personale di province limitrofe.

Dovranno essere altresì sperimentate attività di controllo all’interno di ciascuna provincia, che vengono normalmente effettuate nelle provincie confinanti; proprio per valutare l’idoneità della tipologia dei servizi di sicurezza, in ciascun contesto e realtà territoriale.

 

 

 

15) - Le informazioni ricevute dal poliziotto di quartiere.

Le informazioni ricevute dal poliziotto di quartiere verranno sottoposte ad una attenta analisi in sede di operazioni per la individuazione di illeciti da segnalare alla rete investigativa.

Questo al fine di individuare subito quando debba trattarsi di interventi di carattere sociale o di carattere preventivo di sicurezza od investigativo.

16. – Le informazioni fornite dalla rete di volanti alla rete investigativa.

Nei piani di sicurezza va prevista una sistematica delle informazioni che le volanti dovranno fornire alla rete investigativa, anche in relazione ai tempi e alle modalità con le quali dovranno effettuare le informazioni, al fine di permettere allo strumento investigativo una pronta ed efficace preparazione della struttura preposta alla ricerca delle fonti di prova degli illeciti.

Nei piani allora dovranno essere indicati i luoghi ove effettuare gli scambi di informazione, gli intervalli di tempo entro i quali effettuare le informazioni e la probabilità che una certa notizia possa nascondere fatti illeciti.

17. – Le tecniche di intervento.

Le tecniche di intervento del settore volanti, sono quelle dell’osservazione e della constatazione diretta. Per l’utilità dell’impiego di tali tecniche occorrerà creare nelle Scuole di Polizia dei corsi di addestramento per l’apprendimento di tali tecniche.

18. – Verifiche della validità dei piani di sicurezza, per il settore volanti.

Deve essere prevista la sperimentazione dei piani di sicurezza settore volanti, al fine della constatazione del raggiungimento degli obiettivi della diminuzione della criminalità, secondo le statistiche compilate da ciascuna Prefettura annualmente.

Tale sperimentazione deve essere riferita a tecniche diversificate di intervento nelle varie fasi di applicazione:

 

 

18   Bis)  Gli obiettivi di piano del settore volanti.

Tutta l’attività di prevenzione del settore volanti, dovrà avere come riferimento gli obiettivi di piano, che sono quelli della diminuzione della criminalità, della commissione cioè di illeciti penali ed amministrativi.

Certamente l’attività di prevenzione di sicurezza, ha un notevole influsso sulla commissione di illeciti, per cui è possibile prevedere che da una organizzazione efficiente dei servizi di volante, connessi con quelli di altri settori operativi di sicurezza, possa derivare una sensibile diminuzione della denuncia di reati perché vi una riduzione della loro commissione.

18 Bis) – OBIETTIVI DEL  PIANO SICUREZZA  PER LA PRIMA DIVISIONE PREVENZIONE

 

         Gli obiettivi devono fissare e prevedere la fasi della diminuzione della criminalità per cicli annuali o poliennali.

Si può ad esempio stabilire una diminuzione della commissione di illeciti (desunta dalle statistiche della criminalità) del 10 per cento annuo, in presenza di determinate condizioni, di attività e di mezzi impiegati:

1)– Quali sono i flussi traffico da controllare;

2)– quali sono i relativi punti sensibili  e da controllare e con quale intensità;

3)– quali sono i collegamenti con le forze di polizia e con i privati da effettuare; indicando i  luoghi e le attività pratiche degli operatori;

4)     – con quali capisaldi  (di 1^ - 2^ - 3^ - 4^  specie) si vuole perseguire la diminuzione del crimine;

5)     – con quali servizi semplici, complessi, compositi e misti si vuole perseguire tale finalità;

6)     – con quali informazioni avute dai privati e dai vari livelli di forze di Polizia;

7)     quale è stata la sperimentazione dei servizi e delle tecniche impiegate per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Questo piano riguarda anche le manifestazioni di ordine pubblico, come incontri sportivi, rappresentazioni di vario genere, scioperi e manifestazioni varie.

L’analisi della variabilità di questi punti con il loro impiego combinato, porta la diminuzione del crimine in modo programmato nel tempo per periodi annuali o poliennali.

Il perseguimento degli obiettivi della diminuzione della criminalità in una certa percentuale, può poi essere previsto nella misura maggiore in presenza di determinate condizioni, vale a dire che quella misura maggiore non poteva essere superata, data l’esistenza delle condizioni preliminari, date dai mezzi a disposizione, dal personale esistente  e dalle relative attività. 

Va cioè giustificato il perché si è giunti alla diminuzione del 10 per cento e non del 15 per cento, indicando così i motivi che non hanno permesso una riduzione ulteriore.

Deve essere anche indicato l’andamento del verificarsi del crimine fisiologico, che per motivi naturali non può essere eliminato; citando tuttavia quali sono gli accorgimenti che potrebbero portare ad un suo ridimensionamento, anche se non alla sua eliminazione completa, impossibile per la natura di tale crimine.

 

 

 

 

18   Ter) Obiettivi di piano della rete investigativa.

Anche per la rete investigativa (DIGOS e squadra mobile) vanno previsti degli obiettivi specifici, i quali saranno costituiti dalla massima possibilità di individuare gli autori dei reati e le modalità esecutive degli stessi, si da costituire un valido deterrente per la commissione futura di illeciti di carattere penale.

In ogni provincia dovranno essere stilate a cura delle Prefetture, delle statistiche su tali risultati conseguiti dalla polizia investigativa e sulla base dei quali verranno commisurati a fine anno i premi di produzione degli operatori di sicurezza indicati.

Si può affermare allora che l’aumento del numero di autori di reato che vengono scioperi da arte della polizia giudiziaria, costituisce un valido deterrente alla commissione di illeciti. Per cui i premi di produzione verranno corrisposti solo se vi sarà l’aumento della percentuale di scoperta degli autori citati o l’acquisizione di un certo livello di capacità nella funzione predetta.

18 Ter) -OBIETTIVI   DI   PIANO PER LA SECONDA DIVISIONE DELL’UFFICIO   SICUREZZA   PROVINCIALE

 

SUADRA MOBILE

 

         Gli obiettivi  di piano per la squadra mobile consistono nel perseguire un aumento percentuale della scoperta degli autori degli illeciti, con tecniche sempre più perfezionate:

1)– Va stilata una statistica annuale a cura delle Prefetture sulla percentuale di autori degli illeciti scoperti;

2)– L’aumento della scoperta  va fatto utilizzando  la stessa articolazione del piano di  attività investigativa della DIGOS, che fornisce alla squadra mobile i canali del flusso di traffico illecito, da cui può scaturire l’evento criminoso di competenza della squadra mobile;

3)– vale a dire che nel piano andranno previsti quali vie di traffico vanno maggiormente controllate per giungere agli autori degli illeciti, nel caso ad esempio di uno spaccio di droga.

1)     – quali ancora saranno i punti sensibili da controllare nelle indagini che si riferiscono ad un reato commesso (ricettazione, spaccio, rapina,ecc.); quale deve essere il livello del controllo e quali le sue modalità.

2)     – il piano deve prevedere negli obiettivi un aumento ad esempio dell’iniziale 10 per cento degli autori scoperti, impiegando in modo diverso le modalità di cui sopra;

3)     – va indicato altresì perché non si può andare oltre quella percentuale di aumento della scoperta degli autori di illeciti;

 

 

 

DIGOS

 

         Gli obiettivi per la DIGOS sono la diminuzione del verificarsi del crimine organizzato e del terrorismo interno ed internazionale, nonché l’aumento della scoperta degli autori degli illeciti. Ciò viene perseguito con:

1)     – qualità e quantità di controllo dei flussi di traffico illecito;

2)     – controllo dei punti sensibili e modalità;

3)     – Qualità  e intensità dei collegamenti con le forze di polizia e con i privati;

4)     – tipologia e numero di capisaldi di sicurezza,;

     5) – Rete di intelligence anche con le polizie dei altri Paesi europei ed extraeuropei.

 

SCHEMA DEL PIANO VOLANTI SECONDO LE ATTIVITA’ OPERATIVE

 

Il piano volanti operativo sarà compilato in funzione degli obiettivi da raggiungere, da individuare nella diminuzione della commissione di illeciti penali ed amministrativi.

Ciò verrà effettuato prevedendo l’operatività delle volanti secondo i punti di piano indicati e quindi secondo gli itinerari, il numero di unità operative, la loro dislocazione ed attività.

In particolare lo schema dovrà contenere, secondo i punti citati:

1)– Quali flussi di traffico controllare e come; con quali attività di prevenzione cioè e con quali forze di Polizia;

2)– Le attività produttive da controllare e come; e inoltre con quale periodicità;

3)– il controllo dei punti sensibili anche con l’alternanza di volanti di altri settori. Va indicata la periodicità nei vari orari e turni di servizio e vanno indicate le modalità esecutive; lo schema dovrà contenere allora il numero di controlli da effettuare, gli orari e la periodicità.

Dovrà contenere la pianta e il numero di attività produttive e i punti sensibili, da individuare con diversa colorazione su un plastico appositamente preparato.

4)– Modalità di collegamento e numero di collegamenti tra i settori provinciali di decentramento.

5)– Numero e tipo di collegamento con il poliziotto di quartiere: luoghi di collegamento e orari.

6)– Numero e punti di collegamento con la rete investigativa.

7)– Numero, tipologie e orari di collegamento con le forze speciali di Polizia.

8)– Numero, tipo, periodicità e luoghi di controllo dei servizi semplici e complessi.

9)– Numero, tipo, periodicità e luoghi di controllo dei servizi compositi.

10)– Funzioni dei capisaldi di sicurezza in relazione alle attività operative concrete.

11)– Modalità di collegamento con altre forze di sicurezza del settore volanti, in caso di gravi delitti commessi. Vanno previsti allora i luoghi del collegamento, le modalità, il deflusso e l’intervento per gruppi di volanti automatico in caso di allarme.

12)– Numero, periodicità di collegamenti con gli organismi laici e religiosi.

13)– Numero e tipo di collegamento nei capisaldi di 4^ specie con volanti di province limitrofe.

14)– Analisi operativa delle informazioni ricevute dal poliziotto di quartiere per l’utilizzo da parte delle volanti.

15)– Modalità di informazione della rete investigativa.

16)- Confronto mensile o bimestrale dei risultati conseguiti con quelli posti nel piano generale all’inizio dell’anno. 

PROGETTO DI  IMPIEGO DELLA   POLIZIA MUNICIPALE

 

NEL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI TORINO

 

 

            Il progetto di impiego della Polizia Municipale nel territorio della provincia di Torino, può essere concepito e reso operativo, prevedendo i seguenti aspetti organizzativi: 

1)    struttura della sicurezza nel territorio della città di  Torino

e provincia.                                                                                              Pag.  19

2)    – Operatività e pianificazione.                                                                     25

3)    – Impiego numerico delle forze disponibili.                                                 39

4)    –Elaborazione dei dati relativi agli illeciti di carattere penale ed   amministrativo.                                                                                     41

5)  – Sperimentazione dei servizi e delle modalità di intervento.                    42

 

L’esame del progetto segue quindi la citata organizzazione funzionale.

Va detto primariamente  che questa previsione non è ottimale, perché deve tener conto della situazione reale delle forze dell’ordine, la quale non è strutturata per prevedere un collegamento  ed un impiego operativo massimo degli operatori di Polizia, visti i notevoli difetti della struttura di sicurezza italiana, che impedisce di raggiungere effetti elevati di prevenzione e di repressione degli illeciti.

Tuttavia le indicazioni contenute nel presente progetto tendono ad illustrare una operatività, che fa riferimento alla futura organizzazione prevista nel progetto sicurezza, tendendo a quella ottimale organizzazione e connessione tra uomini, mezzi e funzioni.

Per cui pur con questi limiti, il presente progetto costituisce e costruisce un modello operativo delle forze di Polizia ed in particolare della polizia municipale di Torino, certamente superiore a quello attuale; in quanto può produrre effetti molto positivi per la tutela concreta della sicurezza dei cittadini e residenti nella città di Torino  nei mesi invernali e soprattutto in quelli estivi.

 

                      

1) - Struttura della sicurezza nel territorio di Torino.

 

 

Iniziando dal primo punto, possiamo prevedere la struttura della sicurezza nell’area territoriale della città di Milano e provincia.

Essa è costituita da:

 

A)           – Forze dell’ordine;

B)    – zone di intervento urbano;

C)           – capisaldi;

D)           – organi di coordinamento.

 

A) – LE FORZE DELL’ ORDINE SONO DATE DA:

-         Polizia municipale con sede nel Municipio  di Torino  e distaccamenti operativi nelle zone cittadine.

-         Polizia di Stato con sede direzionale presso la Questura e Commissariati distaccati;

-         Arma dei carabinieri, presso il gruppo e Comando Legione.

-         Guardia di Finanza presso il gruppo;.

-         Guardie forestali;

-         Polizie penitenziaria;

-         Vigili del Fuoco.

 

B)   – LE ZONE DI INTERVENTO  

 

Le zone di intervento sono le zone del poliziotto di quartiere previste dal progetto sicurezza e comprendono le partizioni in cui deve essere diviso ogni centro urbano, per permettere il controllo del territorio da parte della Polizia municipale e quindi la previsione e la scoperta di tutti i reati e illeciti che possono essere commessi da residenti o da persone che non risiedono nel territorio comunale.              

 

Va precisato che le zone sono le aree territoriali di competenza di ciascun nucleo di operatori della polizia municipale.

Quelle aree perciò soggette alla perlustrazione e al controllo delle pattuglie appiedate e automontate della Polizia municipale.

La somma delle zone costituisce il settore territoriale di decentramento che comprende il territorio del Comune di Milano. Tali zone proseguono fino ai bordi del settore di decentramento di Milano  come sottosettori di decentramento del settore di Milano.

Possono quindi essere previste le seguenti 9 zone per la città di Milano.

 

1^ Zona  -  CORSO LECCE:

 

            E’ l’area che si trova all’interno dell’anello stradale costituito da: CORSO LECCE – CORSO VITTORIO EMANUELE II – CORASO REGINA MARGHERITA – FIUME PO

 

2^ Zona CORSO DUCA DEGLI ABRUZZI

 

         Contornata dal bordo della prima zona ed entro il settore individuato da corso UNIONE SOVIETIVA – CORSO DUCA DEGLI ABRUZZI da un lato e il FIUME PO dall’altro.

3^ Zona  CORSO GIULIO CESARE

 

            Contornata  dal bordo della prima Zona Corso Regina MARGHERITA  ed entro il settore individuato da  CORSO GIULIO CESARE   da un lato e CORSO GABETTI – VIA COMUNI dall’altro.

4^ Zona  CORSO POTENZA

 

            Contornata dal bordo della prima Zona CORSO REGINA  MARGHERITA   ed entro il settore individuato da CORSO POTENZA – STRADA DELL’AEROPORTO da un lato e CORSO GIULIO CESARE dall’altro.

 

5^ Zona REGINA MARGHERITA

 

            Settore compreso tra CORSO POTENZA e CORSO REGINA MARGHERITA lato PARCO MARIO CARRARA.

6^ Zona Corso FRANCIA

            Settore compreso tra CORSO REGINA MARGHERITA – CORSO LECCE – CORSO FRANMCIA.

 

 

7^ Zona Corso VITTORIO EMANUELE II

            Settore compreso tra Corso FRANCIA – CORSO VITTORIO EMANUELE  II e CORSO DUCA DEGLI ABRUZZI – CORSO UNIONE SOVIETICA.

8^ Zona Corso GABETTI

            Settore compreso tra il FIUME PO – CORSO GABETTI e  VIA COMUNI

 

C – CAPISALDI DI SICUREZZA

 

                   I  capisaldi di sicurezza delle zone del poliziotto di quartiere sono i centri dell’area da controllare e quindi i luoghi ove si trovano gli uffici di stazionamento del poliziotto di quartiere per necessità connesse con il proprio servizio.

            Si tratta quindi di punti di appoggio operativo, ove si possono trovare strumenti per l’accertamento degli autori del reato o luoghi ove l’operatore di Polizia può accompagnare  eventuali arrestati  o fermati per la necessaria identificazione o per attività di verbalizzazione, perquisizione e controllo sommario.

            Tali capisaldi per le citate zone di Torino Comune, sono di 3^specie e possono essere i seguenti:

a)      – Nella zona 1) CORSO LECCE il caposaldo n. 1A) sarà costituito da un edificio di Piazza CASTELLO, ove verranno messi a disposizione uffici e apparecchiature tecniche per permettere lo svolgimento di attività operative della Polizia municipale.

La tecnica del controllo è quella della perlustrazione a tenaglia con ritorno sul caposaldo, con percorso a losanga  che spazza tutte le vie del centro storico in modo da perlustrarle con percorso a raggiera dal centro di P.zza Castello.

Un secondo caposaldo 1 B) potrà essere ubicato presso la stazione ferroviaria di Porta Susa ed il controllo avverrà  con le stesse modalità indicate per il caposaldo 1 A) con percorso a raggiera partendo dalla stazione ferroviaria.

 

 

b)     – Per la zona 2 di Corso DUCA DEGLI ABRUZZI, un ufficio del poliziotto di quartiere dovrebbe essere ubicato presso la stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova. Esso 2A) è posto ai bordi  dell’area 2 lato est  e permette di effettuare il controllo a losanga secondo linee poste a raggiera con ritorno sul caposaldo, con direzione sud lungo le vie che delimitano la seconda zona. 

Viene quindi essere adottata la tecnica del controllo a tenaglia  con ritorno sul caposaldo secondo le linee di una losanga, in modo da spazzare l’area con losanghe disposte a raggiera. Un secondo caposaldo  2B) di questa zona, si potrebbe ubicare presso piazza Bendasi dal lato opposto e permettere così il controllo del centro urbano  fino al limite del settore di decentramento Torino, ove cioè la zona continua con il sottosettore  che   termina ai bordi del settore di decentramento Torino.

Entro il Comune di Torino il settore di decentramento Torino è diviso in zone, che continuano come sottosettori fino al limite del settore di decentramento Torino.

c)     – Per la zona 3 CORSO GIULIO CESARE, il caposaldo n. 3A) può essere  ubicato presso il Largo Brescia. Vista l’ampiezza della zona si può prevedere un secondo caposaldo 3B)  che copre la zona Sud, posto in un edificio  del Comitato di Difesa del fanciullo di Via comunale di Valpiana. Per il primo caposaldo  la tecnica del controllo può essere quella della perlustrazione a losanga a raggiera partendo da Largo Vescia e su due lati perpendicolari di Corso Giulio Cesare e Corso Margherita. Uguale tecnica può essere usata per il secondo caposaldo della sede Comitato difessa del fanciullo con losanghe più allargate sui due lati.

d)     – Per la zona 4, CORSO POTENZA il caposaldo 4 A)  può essere ubicato presso Lo scalo Valdocco. Il secondo 4 B) in un edificio di P.za Conti Rebaudengo.

Qui il controllo va fatto a losanga con ritorno sul caposaldo, con losanghe  allungate longitudinali  poste su lati opposti e frontalmente per il primo caposaldo e a ventaglio in modo molto allungato per il secondo.

e)     – Per la zona 5 CORSO REGINA MARGHERITA, un primo caposaldo 5 A) può essere ubicato presso un edificio di P.za Nazario Sauro e un secondo 5 B) presso un edificio di P.za Stampana.  Il controllo va fatto a losanga con ritorno sul caposaldo sia per il caposaldo 5 A) che per quello 5 B). Nel primo caso tuttavia le losanghe sono disposte a raggiera partendo da una linea che è orizzontale  rispetto a  CORSO POTENZA, Nel secondo caso invece  la raggiera si dispone in modo circolare.  

f)      – Per la zona 6 CORSO FRANCIA, il caposaldo 6 A) va posto presso un edificio di P.za G.P. Ghironi, con attività di controllo a losanga attorno alla Piazza, con losanghe allungate per il lato Nord.

g)     – Per la zona 7 CORSO VITTORIO EMANUELE II, il primo caposaldo 7A) va posto in un edificio  di P.za Sabotino con controllo a losanga a raggiera.

Il secondo 7 B) sarà ubicato presso P.za Cattaneo e il controllo avverrà a tenaglia  con più losanghe longitudinali disposte come nel caso precedente a raggiera.

h) – Per la zona 8 CORSO GABETTI, il primo caposaldo 8A) va ubicato presso un edificio di P.LE ADUA    e il controllo va compiuto secondo losanghe con ritorno sul caposaldo, disposte a raggiera.

                        Il secondo 8 B) si può ubicare presso un edificio di P.ZA REGUGNA con controllo a raggiera secondo percorsi a losanga..

 

  

D)  – IL COORDINAMENTO DELLE ATTIVITA’ DI SICUREZZA

Il coordinamento delle attività di sicurezza nei Commissariati di zona è compiuto dai dirigenti delle divisioni componenti ed è attività necessaria, perché permette l’impiego collegato delle forze di polizia che  vi sono sul territorio del settore di decentramento provinciale.

Ciò è possibile perché le forze di Polizia con il progetto sicurezza vengono unite in confederazione e  perché le loro attività vengono organizzate  in un unico ufficio denominato proprio Commissariato di zona per le periferie provinciali e Ufficio sicurezza provinciale, per i Capoluoghi di provincia.

Tale collegamento ha carattere operativo perché dai dirigenti vengono pianificate le attività di sicurezza, attraverso una continua interdipendenza di funzioni che si esprime con la redazione dei piani di sicurezza.

Nel caso in questione del Settore di decentramento della città di Torino  non esiste attualmente una Direzione dei dirigenti, non esistono  Commissariati di zona che permettano di operare assieme e contemporaneamente le forze di Polizia presenti sul territorio; per cui occorre creare un organo delle forze di Polizia che in qualche modo funga da coordinatore delle stesse.

Si tratta di creare almeno una parvenza di coordinamento reale, per ottenere un qualche risultato positivo, più di ciò che si ha attualmente con la completa separazione della operatività delle polizie esistenti.

Questo organo potrebbe essere costituito dal Comandante della Polizia municipale di Torino e quindi dal Sindaco della stessa città come dirigente politico.

Si tratterebbe altresì di un coordinamento di fatto compiuto in assenza di una specifica normativa ed organizzazione che lo prevede, e per fare ciò, per dare un ulteriore impulso alla esigenza di un coordinamento reale, si potrà utilizzare lo strumento formale del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza presieduto dal Prefetto, attraverso la proposta  in ogni riunione di costituire   un organo permanente di coordinamento operativo.  

Il coordinamento consiste nel concordare con gli altri Comandanti delle forze di Polizia, una pianificazione, un intervento congiunto  nelle varie attività di controllo del territorio e di polizia giudiziaria (P.G.) tra le stesse forze dell’ordine.

Per cui le zone di competenza e questo stesso piano di sicurezza per la Polizia municipale di Torino, dovrebbero essere fatti conoscere ai Comandanti delle Polizie citate, per ottenere una suddivisione degli interventi operativi ed una intesa sulle competenze relative ai vari livelli e tipologie di reato.

Per cui potrebbe essere ipotizzato che la polizia municipale ad esempio abbia certe competenze, evitando che nelle stesse materie vi siano interventi di altre forze dell’ordine.

Queste competenze potrebbero essere le seguenti come si evince dal contenuto del progetto sicurezza del gruppo “Atlante 2000”:

a)      – controllo della circolazione stradale da riservare esclusivamente  e progressivamente alla Polizia municipale.

b)     -  Reati di competenza del Tribunale in composizione monocratica ivi compreso quindi il furto aggravato e la rapina. Per gli eventuali sviluppi più elevati delle indagini vi deve essere il successivo collegamento e conseguenzialmente la prosecuzione delle indagini da parte dei Carabinieri e della Polizia di Stato nei loro organi specialistici ed eventualmente nei servizi speciali di P.G., quali DIA, ROS, SCO, GICO, ecc.

c)     - Controlli sulle infrazioni amministrative di competenza anche attualmente della Polizia municipale.

Questo significa che tutta l’attività di investigazione che riguarda reati di maggiore gravità anche connessi con la delinquenza organizzata del Sud Italia e del Nord, è lasciata alla competenza di Carabinieri o Polizia di Stato e Guardia di Finanza.

Da ciò deriva che il primo intervento sul luogo del reato o dell’illecito, può essere  compiuto dalla Polizia municipale, ma se da esso emergono elementi più gravi di carattere penale, la prosecuzione delle indagini viene affidata alla Polizia di Stato, ai Carabinieri o alla Guardia di Finanza per le specifiche competenze.

Il coordinatore della Polizia municipale allora ha il compito di far conoscere il piano per la Polizia municipale  di Torino  e di concordare gli ambiti di competenza territoriale con i Comandanti delle altre forze di Polizia.

 Ciò sarà compiuto dal Comandante della Polizia municipale ed a livello più elevato  dal Sindaco,  che potrà assumere specifiche intese con il Questore di Torino,  con il Prefetto di Torino e con il Comandante del Comando provinciale di Torino dei Carabinieri, anche nell’ambito del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

 

 

2) – OPERATIVITA’ E PIANIFICAZIONE

Questo paragrafo si riferisce alla previsione di tutto quel complesso di attività che occorrono per produrre i servizi di sicurezza, che garantiscono  cioè l’effettiva sicurezza al cittadino e residente sul territorio della città di Torino.

            Si tratta allora di pianificare tali attività, di prevederle  in modo ordinato ed efficiente.

L’organizzazione della pianificazione può allora riguardare:

a)      – Flussi di traffico illecito;

b)     – Punti sensibili;

c)     – Collegamenti con le forze di Polizia;

d)     – Collegamenti con i privati che forniscono merci e servizi al pubblico;

e)     – La tecnica del controllo del territorio;

- Gli esempi del controllo del territorio nella tecnica di osservazione per direttrici e   varianti;

f)      – Centrale operativa.

 

 

 

 

a)     – Flussi di traffico illecito

 

Il piano di controllo del territorio del poliziotto di quartiere deve tener conto in primo luogo dei flussi di traffico illecito, per poter individuare e predisporre quelle misure preventive che possano seguire sin dall’inizio l’iniziativa nel territorio comunale di persone dedite ad attività illecite o le merci e i mezzi eventualmente utilizzati per la commissione di reati, come nel caso dello spaccio di stupefacenti, di denaro falso, di persone da impiegare in attività illecite o nell’esercizio della prostituzione o ancora da introdurre clandestinamente nel territorio comunale.

Per cui i flussi di traffico illecito per la città di Torino possono essere costituiti da vie stradali, autostradali, ferroviarie e aeree.

 

Flussi di traffico stradale

            Sono quelli indicati per il progetto sicurezza settore volanti. Ogni zona indicata avrà la competenza di controllare i flussi di traffico illecito sulle  rotabili comunali e provinciali  o statali  che portano ai centri urbani. Ciò verrà fatto d’intesa con il settore volanti.

            Tale controllo partirà dal quadrilatero CORSO LECCE – CORSO VITTORIO EMANUELE II – CORSO REGINA MARGHERITA – FIUME PO.

Zona 2 CORSO DUCA DEGLI ABRUZZI

FLUSSI STRADALI DA CONTROLLARE: Torino – Pinerolo 

 

ZONA 3 CORSO GIULIO CESARE

Torino – Chieri

Torino – Gassino

ZONA 4 CORSO POTENZA

Torino - Caselle

 

ZONA 5 REGINA MARGHERITA

Torino - Susa

 

ZONA 6 CORSO FRANCIA

Torino - Giaveno

 

ZONA 7 CORSO VITTORIO EMANUELE II

Torino - Rivoli 

 

ZOMA 8 CORSO GABETTI

Torino – Carmagnola

Torino – Poirino - Alba

 

FLUSSI DI TRAFICO AUTOSTRADALE

 

            Il controllo di questi flussi di traffico è di competenza della prima divisione settore volanti. Tuttavia per le arterie autostradali che si inseriscono nel tessuto urbano, tale controllo è devoluto alla Polizia Municipale, d’intesa con il settore volanti, in modo da costituire una continuità operativa con tale area delle forze dell’ordine. .

            In particolare tali controlli per la città di Torino interessano la Polizia municipale della zona 2 con riferimento al flusso autostradale che proviene dall’autostrada Torino  Pinerolo  e il flusso che interessa il raccordo anulare.

            Riguarderanno la zona 8 per quanto concerne le uscite e gli accessi dell’autostrada Torino – Mondovì – Savona  e Torino  – Asti – Alessandria – Voltri.

            Vi sarà ancora la zona 3 per l’autostrada Torino – Chivasso – Novara, Torino – Aosta;  la zona 4 per l’Autostrada Torino – Caselle; la Zona 6 per l’autostrada Torino – SusaModane; La zona 4  si interesserà anche del controllo sul raccordo anulare come nel caso della Zona 7.

            Il raccordo anulare  attorno a Torino sarà di competenza della Polizia municipale di Torino, non appena sarà funzionante la nuova organizzazione della sicurezza italiana ottenuta con il progetto sicurezza del gruppo “Atlante 2000”.

 

FLUSSI DI TRAFFICO FERROVIARIO.

 

Per controllare il traffico ferroviario è necessario che il controllo delle merci e delle persone  sia riferito alle seguenti zone:

 

 

 

1^ ZONA

 

            Scalo ferroviario della stazione di  Torino Porta Susa, a cura degli operatori del caposaldo 1 A) sito presso un edificio  di P.za Castello. Tali operatori effettueranno il controllo dell’area ferroviaria; esso si riferirà ai convogli ferroviari, alle stazioni e alle adiacenze e sarà operato sui viaggiatori  e sulle merci che transitano sui convogli.

            Vi saranno delle intese con la polizia ferroviaria della Polizia di Stato  che controlla le persone sui convogli ferroviari e le merci con riferimento alla competenza della polizia municipale che si riferisce ai reati minori puniti con la reclusione fino a quattro anni di carcere e alle violazioni amministrative.

            Nel senso che violazioni di più grave entità saranno comunicate alla Polizia ferroviaria competente per territorio.

            In questo modo si determinerà la continuità operativa tra la Polizia municipale e la Polizia di Stato sul territorio, in modo cioè che il controllo sia continuo in ogni ambito urbano ed extraurbano.

 

2^ ZONA

            Stazione Torino Porta Nuova.Il controllo riguarderà i passeggeri  e le merci che sono destinate ed arrivano da ModanePineroloMondovì – Cuneo- Asti – Alessandria.

 

3^ ZONA

            Scalo merci Torino Vanchiglia

             

 

 4^ ZONA

            Stazione  di Torino Lanzo

 

 

FLUSSI DI TRAFFICIO AEREO

 

            Come nel caso dei flussi di traffico ferroviario e stradale, quello del settore aereo riguarderà i minori reati di competenza del Tribunale in composizione monocratica  fino a quattro anni di reclusione  e le violazioni amministrative. Per le ipotesi di reato superiori dovrà essere informata la Polizia di frontiera aerea della Polizia di Stato.

 

5^ ZONA

            Aeroporto di Torino Caselle

 

 

 

b)     – Punti sensibili

 

I punti sensibili sono le aree pubbliche e private che devono essere salvaguardate in modo particolare, perché luoghi ove si radunano più persone e soggetti quindi ad essere oggetto  di illeciti penali ed amministrativi.

Di questi punti sensibili vanno redatte delle piante organiche, in modo da permettere all’operatore di polizia di individuarne subito il luogo e la possibilità più celere di raggiungerli, anche cercando le modalità per un loro controllo multiplo.

Le piante quindi dovranno essere possedute ed utilizzate  da parte dei vari poliziotti di quartiere durante  il loro servizio.

Possono quindi essere individuati, facendo riferimento al territorio urbano di Torino  i seguenti punti sensibili:

 

1^ ZONA CORSO LECCE

 

-         Zona Campidoglio;

-         Stazione autocorriere di Via Cavalli;

-         Stazione ferroviaria  Porta Susa di P.za XX Settembre;

-         Giardini di P.za Adamello;

-         Cittadella di Via Avogadro;

-         Zona di P.za Solferino;

-         Giardini di P.za Paleocapa;

-         Giardini reali di Corso S.Maurizio;

-         P.za Cavour;

-         Lungo Po;

-         farmacie (per individuare persone che acquistano stupefacenti o siringhe)

-         Ufficio postale  (controllo al fine di prevenire eventuali rapine)

-         Istituti di credito  (controllo al fine di evitare eventuali rapine)

-         Hotels (furti e danneggiamenti)

-         1 Cinema  (spaccio stupefacenti, furti su auto e di auto, danneggiamenti)

-         mercati ( furti, truffe, furti con destrezza, ecc.)

 

2^ ZONA – CORSO DUCA DEGLI ABRUZZI:  PUNTI SENSIBILI

 

-         Zona di Corso Trieste;

-         Stazione ferroviaria di Porta Nuova;

-         Eliporto di Corso Monte Lungo;

-         Sporting club di Corso Agnelli;

-         Zona di MIRA FIORI;

-         Parco di Vittorio di Villa Monti;

-         Giardino Colonnetti di Via Artom;

-         Zona S.Pietro;

-         Lungo Po;

-         Palazzo del lavoro di Via unità;

-         Mostre di Corso Unità;

-         Zona Ospedale S.Anna  di Via Ventimiglia;

-         Torino esposizioni di Via Massimo d’Azeglio;

-         Castello del Valentino di Via D’Azeglio;

-         Gli altri punti sensibili indicati per la prima zona.

 

3^ ZONA – CORSO GIULIO CESARE: PUNTI SENSIBILI

-         Motovelodromo di Via Casale;

-         Zona di Villa Koelliker di strada Comuni superiore;

-         Villa Val Sonia di Via S.Anna;

-         Parco Crescenzio di Lungo Dora;

-         Vivaio comunale di strada Manfatti;

-         Lungo Po;

-         Cimitero Generale di Corso Novara;

-         Stazione merci Vanchiglia; 

-         Gli altri punti sensibili indicati per la prima zona.

 

4^ ZONA PUNTI SENSIBILI

 

-         Zona La Falchera;

-         Tiro a segno di Via Reiss Romoli;

-         Zona Ceronda;

-         Ospedale Amedeo di Savoia;

-         Zona Basse di Stura;

-         Zona Madonna di Campagna;

-         Parco Sempione di Corso Venezia;

-         Fiat Ferriere di P.le Umbria;

-         Stazione Cirie Lanzo;

-         Gli altri punti sensibili indicati per loa zona 1.

 

5^ ZONA – REGINA MARGHERITA; PUNTI SENSIBILI

 

-         Cimitero di Venara di Via Don Sapino;

-         Stadio delle Alpi di Corso Ferrara;

-         Zona Le Vallette;

-         Giardini Cavallotti di Via Altesano;

-         Zona Lucento; 

-         Gli altri punti sensibili indicati per la zona 1.

 

6^ ZONA – CORSO FRANCIA:  PUNTI SENSIBILI

 

-         Parco Carrara di Corso Regina Margherita;

-         Castello della Saffarona di Corso Vanzetti;

-         Zona Parella;

-         Gli altri punti sensibili indicati per la zona 1.

 

7^ ZONA – CORSO VITTORIO EMANUELE II:  PUNTI SENSIBILI

 

-         Parco Ruffini di Corso d’Albertis;

-         Zona Cenisia;

-         Rimesse tranviarie municipali di Zona Monginevro;

-         Villa S.Paolo di Via Arbe;

-         Palazzotto dello sport di Viale Burdin;

-         Villa e parco Rignon di Corso Orbassano;

-         Fiat Mirafiori di Corso Tazzoli; 

-         Gli altri punti sensibili indicati per la zona 1.

 

8^ ZONA – CORSO GABETTI:  PUNTI SENSIBILI

 

-         Cimitero Moncalier di Corso Moncalieri;

-         Parco Europa di Via India;

-         Parco della Rimembranza di Strada Esterna;

-         Cimitero S. Vito di Viale Seneca;

-         Parco Leopardi;

-         Lungo Po;

-         Zona Crimea;

-         Parco Villa Genero di Viale Contini;

-         Parco Muzio Scevola;

-         Giardini di Via Moncalieri;

-         Parco Michelotti di Via Casale;  

-         Gli altri punti indicati per la zona 1.

 

 

 

C)   - COLLEGAMENTI CON LE FORZE DI POLIZIA

 

I collegamenti sono importanti  nelle attività di polizia perché mettono in contatto le funzioni di controllo del territorio delle varie forze dell’ordine.

            Nel progetto sicurezza del gruppo “Atlante 2000” per la regione Veneto, tale collegamento è compiuto con il piano di sicurezza che unisce le stesse  nell’Ufficio sicurezza provinciale (l’attuale Questura) e nei  Commissariati di zona dei settori di decentramento provinciali.

            Lo stesso piano unisce tutte le attività e le coordina, ivi comprese quelle delle forze speciali quali la Finanza, le Guardie forestali, la Polizia di frontiera, la polizia ferroviaria e la polizia penitenziaria.

            Non essendo questa la situazione attuale occorre sostituire la pianificazione inesistente con dei collegamenti virtuali che opera la Polizia municipale, essendo  direttamente interessata alla sicurezza concreta per la città di Torino, nei confronti di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia penitenziaria, Guardie forestali e Vigili del Fuoco.

 

1)     – Collegamenti con la Polizia di Stato

 

Periodicamente e quindi con celerità da concordare con la Questura di Torino, la Polizia municipale si recherà  presso la stessa per informare i suoi dirigenti sulle attività illecite  scoperte dalla Polizia municipale, che possono nascondere una gravità maggiore e conseguenzialmente necessitano l’impiego delle forze di polizia investigative della Questura e dei  Commissariati o quelle ancora superiori della DIA, SCO del Ministero dell’interno.

Secondo accordi da stabilire  con la Questura di Torino, si può prevedere che tali collegamenti per comodità o celerità di servizio, possano essere compiuti anche nei capisaldi del poliziotto di quartiere delle 8 zone, in cui è stato diviso il territorio di Torino.

Nei capisaldi cioè le volanti della Polizia di stato potrebbero essere collegate con le unità poliziotto di quartiere e scambiare le informazioni, concordando le azioni di prevenzione e di repressione più idonee per fronteggiare i vari fenomeni criminosi.

 

                       

2)     – Collegamento con i Carabinieri

 

Avendo gli stessi compiti della Polizia di Stato, i Carabinieri potranno essere messi in comunicazione con la Polizia Municipale attraverso il Gruppo  dei Carabinieri di Torino o come per la Polizia di Stato, attraverso i capisaldi  di Torino, che potranno essere utili per le indagini da iniziare  o già iniziate dai Carabinieri.

Sarebbe tuttavia opportuno concordare con i Carabinieri la loro area di intervento territoriale, che potrebbe essere quella  parte della città che comprende il gruppo  dei carabinieri, mentre l’altra potrebbe essere lasciata alla competenza della Polizia di Stato. 

Cosicché per quei fatti delittuosi che possono far prevedere una maggiore gravità, i collegamenti nei capisaldi vicini al gruppo dei CC  potrebbero essere compiuti solo con i Carabinieri, mentre quelli delle altre zone potrebbero essere effettuati solo con la Polizia di Stato. In modo cioè da dividere il collegamento con Polizia di Stato e Carabinieri in due parti, corrispondenti  alla divisione del territorio del Comune di Milano in due aree  corrispondenti ai reati da comunicare ai Carabinieri e alla Polizia di Stato.

Per cui i collegamenti con la Polizia di Stato potrebbero riferirsi  agli illeciti scoperti dalla  Polizia municipale che opera nei capisaldi delle zone  1 – 2 – 7 – 8 . Cosicché gli operatori della Polizia municipale di queste zone avrebbero collegamenti solo con la Polizia di Stato. Mentre i collegamenti della Polizia Municipale con i carabinieri riguarderebbe esclusivamente gli operatori che effettuano servizio nelle zone 3 – 4 – 5 – 6. Questi operatori della Polizia municipale avranno collegamenti per i fatti delittuosi accertati in servizio solo con i Carabinieri del Gruppo o degli altri Reparti degli stessi.

 

3)     - Collegamento con la Guardia di Finanza

 

-         Il collegamento con la Guardia di Finanza da compiere nel comando relativo, è importante ed interessa tutte le zone di Torino. Lo stesso dicasi per le Guardie forestali e i Vigili del Fuoco. 

 

D)   – COLLEGAMENTI CON I PRIVATI CHE FORNISCONO SERVIZI E MERCI AL PUBBLICO.

 

E’ importante poi il collegamento con i privati che forniscono servizi al pubblico, per trarre dalle informazioni relative quelle indicazioni che possono aiutare la scoperta o la prevenzione  di reati  che vengono commessi all’interno del territorio del Comune di Torino.

 

ZONA  1 - 2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 7 – 8

 

         In tutte le 8 zone  andranno tenuti collegamenti con:

 

             

-         il servizio taxi;

-         le rivendite di giornali;

-         bar;

-         ristoranti;

-         alberghi;

-         i negozi di oggetti vari;

-         i negozi di generi alimentari.

-         noleggi biciclette;

-    pompe di benzina;

-         Chiese (per le informazioni di persone bisognose di assistenza e di soccorso, dato che la Polizia municipale ha anche la funzione di pubblica sicurezza che comporta l’aiuto e soccorso per chi si trovi in situazioni di difficoltà. Ma il contatto con gli organismi religiosi può anche essere utile per conoscere eventuali persone indigenti di altri paesi stranieri non in regola con i permessi di soggiorno).

-         Ufficio informazioni (per individuare chi con fare sospetto ha chiesto indicazioni su alloggi e case in affitto);

-         autonoleggi (per informazioni su persone che hanno noleggiato veicoli consegnando documenti falsi);

-         motoneleggi;

-         campeggi; ecc.

 

Ciò al fine di avere una prima indicazione  di eventuali persone sospette o di attività svolte da esse che non siano legali.

 

 

 

 

E)  –LA TECNICA DEL CONTROLLO DEL TERRITORIO

 

La tecnica del controllo del territorio è quella che più è utile per individuare la commissione di attività illecite, sia nella loro fase preparatoria che in quella esecutiva.

Si possono così individuare i seguenti elementi che costituiscono la tecnica del controllo del territorio da parte del poliziotto di quartiere della città di Milano.

1)     – attività informativa con

. annotazione dei dati

. pianta dei punti di informazione;

. collegamenti con precedenti indizi.

2)     – Osservazione diretta secondo le informazioni ricevute o secondo l’intuito personale.

3)   – indagine e perlustrazione a tenaglia  per linee variabili con ritorno sul caposaldo.

 

1)     – Attività informativa

 

Il primo punto della tecnica del controllo del territorio è di fondamentale importanza perché permette di ottenere gli strumenti  che portano alla  scoperta delle attività illecite  anche nella necessaria prevenzione.

La prevenzione che deriva dal  controllo scientifico del territorio è una diretta sua conseguenza e quindi permette di costituire il deterrente per molte attività illecite che così non possono venir commesse.    

Si tratta dell’informazione che va acquisita da tutti gli indicatori indicati nel paragrafo precedente; vale a dire tutti quegli operatori che forniscono servizi e merci al pubblico, i quali possono dare quelle indicazioni  che conferiscono degli elementi tali da individuare da parte del poliziotto di quartiere, le possibili attività illecite.

L’attività informativa sulle attività illecite, va quindi acquisita da tutte le fonti di informazione citate.

Queste informazioni vanno accertate dagli operatori di polizia giudiziaria e vanno catalogate per vagliare la loro attendibilità e la loro idoneità a far individuare le attività illecite.

Per cui è opportuno e utile che gli operatori abbiano a disposizione una pianta dei punti di informazione cui essi accedono nel corso del servizio sul territorio.

Tale pianta non sarà fissa ma variabile in funzione della variabilità delle fonti di informazione e della loro attendibilità.

Naturalmente tali informazioni vanno collegate con precedenti indizi in possesso dell’operatore di Polizia, che gli permetteranno di organizzare il piano di controllo del territorio, finalizzato alla individuazione e alla prevenzione delle attività illecite di carattere penale ed amministrativo.

 

2)     – Osservazione diretta

 

La tecnica del controllo del territorio ha bisogno poi della sua attività operativa, che è data dalla osservazione permessa dalle informazioni ricevute e dall’intuito personale.

Tuttavia è bene dirlo  che anche l’intuito più elevato ha sempre bisogno di una adeguata informazione.

L’osservazione è allora indirizzata dalle informazioni ricevute  che orientano così l’operatore di Polizia nella scoperta degli autori degli illeciti penali o amministrativi.        

            Le informazioni permettono cioè di puntualizzare l’attenzione sugli elementi  che più possono dare la prova dei reati ed altri illeciti che vengono commessi.

            Ciò vale per gli oggetti che riguardano lo spaccio di stupefacenti, le persone che esercitano la prostituzione, i danni che vengono portati  a carico della proprietà e degli oggetti posseduti da qualsiasi persona.

 

3)     – La perlustrazione a tenaglia

 

L’operatività dell’osservazione è poi ottenuta con la sistematica della tenaglia con ricaduta sul caposaldo.

Vale a dire che partendo da uno dei capisaldi indicati, l’operatore della Polizia municipale  con percorso a losanga si allontana da esso e vi ritorna attraverso la direttrice dell’altro lato della losanga, in un certo intervallo di tempo.

La tenaglia ha quindi direttrici variabili in modo da spazzare e controllare tutta  le zone 9 in questo caso.

La perlustrazione a tenaglia può quindi avvenire per cerchi concentrici via  più piccoli  o a losanga con la linea delle losanghe accentrata, diradata,  longitudinale  o disposta a raggiera. 

 

F)  CENTRALE OPERATIVA

 

Per le operazioni di controllo del territorio effettuate dalla Polizia municipale è necessaria l’operatività di una unica centrale operativa, che sarà ubicata presso la sede centrale della stessa sita nel Municipio di Torino.

Tale centrale deve essere collegata con i capisaldi delle 8 zone, al fine di dare le direttive di coordinamento a tutti gli operatori della Polizia municipale che siano impegnati  in attività di controllo del territorio, avendo individuato gli autori di illeciti penali ed amministrativi.

La centrale operativa dovrebbe essere unica per tutte le forze dell’ordine di Torino, tuttavia non potendo essere realizzata questa condizione per la presenza di centrali dei Carabinieri, della Polizia di Stato e della Finanza, sarebbe utile che la centrale della polizia municipale fosse collegata con quella dei Carabinieri e della Polizia di Stato, oltre che a quella della Guardia di Finanza, al fine di disciplinare gli interventi sul territorio almeno per quanto si riferisce a quelli congiunti  della Polizia Municipale con  le varie forze di Polizia.

Ciò potrebbe consentire l’inizio dell’operatività di una unica centrale operativa per tutte le forze dell’ordine.

 

 

 

 

3 – IMPIEGO NUMERICO DELLE FORZE DISPONIBILI ED USO DELLA DIVISA

 

Per ottenere un sufficiente controllo del territorio, occorre partire da una ipotesi iniziale da modificare con il passare del tempo e sulla scorta dell’esperienza dei servizi, al fine di giungere ad un dimensionamento dei servizi, che sia quello necessario  e più giusto per la salvaguardia del territorio comunale.

            Vale a dire che si dovrà tendere ad una dimensione numerica che non sia eccessiva, ma nemmeno troppo insufficiente.

            Per cui si possono ipotizzare due ipotesi iniziali; la prima è una ipotesi media per le 8 zone in cui è stato ripartito il Comune di Torino, che prevede l’operatività contemporanea di 8 pattuglie della Polizia municipale per ogni zona, la seconda è una ipotesi ridotta nel caso in cui non si potesse reperire il personale previsto per la prima  e prevede  l’impiego del personale ridotto del 30 per cento. Tuttavia è sempre una ipotesi valida perché si prevede l’impiego di una unità operativa di 2 uomini ogni 15.000 abitanti.

IPOTESI MEDIA

Area urbana del Comune di Torino

8 pattuglie (4 per ogni caposaldo) di 2 uomini  =  16 u.o.(unità operative)

16 u.o. X 8 zone = 128 u.o.

                                                         

 

128 u.o. X 5 turni  = 640 u.o.

più 15%  circa per ferie e malattie  =  96 unità

Totale area urbana  736 unità

 

Controllo flussi di traffico illecito delle 8 zone

 

4 pattuglie di 2 uomini per ogni  zona

Totale area urbana  400 unità circa

 

Poliziotto di quartiere                         736

Flussi di traffico illecito                     400

Controllo della circolazione stradale   736

Controlli amministrativi

di carattere operativo                          800

TOTALE                                       2.672

 

 

IPOTESI RIDOTTA

 

Poliziotto di quartiere                         500

Flussi di traffico illecito                     300

Controllo della circolazione stradale   500

Controlli amministrativi di

carattere operativo                            600

TOTALE                                       1.900

Va tenuto presente che sia nella prima che nella seconda ipotesi tutti gli appartenenti alla Polizia municipale vengono impiegati in servizi operativi, con esclusione di quelli di carattere amministrativo, burocratico o logistico.                                

 

SERVIZI IN DIVISA E IN BORGHESE

 

Per esigenze di riservatezza è bene che i servizi di polizia giudiziaria del poliziotto di quartiere vengano svolti principalmente in borghese, per cui il 70 % potranno  essere disimpegnati in divisa e il 30 %  in divisa.

Mentre il controllo della circolazione stradale potrà essere svolto in divisa per il 70 % e in borghese il rimanente 30 %. 

La stessa percentuale  indicata per i servizi di polizia giudiziaria potrà essere applicata ai servizi operativi di carattere amministrativo di competenza della polizia municipale.                                  

 

 

4)   – ELABORAZIONE DEI DATI RELATIVI ALLA CRIMINALITA’  ED AGLI ILLECITI AMMINISTRATIVI

 

Tutti i dati concernenti la criminalità, i fatti delittuosi cioè commessi nell’area urbana di Milano e del suo settore di decentramento, vanno registrati nei computer al fine della loro elaborazione, che aiuti ad individuare illeciti simili in futuro.

La registrazione va estesa agli illeciti amministrativi tra cui vi sono fatti delittuosi che sono stati di recente depenalizzati.

Ciò potrà avvenire con la prima introduzione dei dati da parte della polizia municipale al momento della constatazione degli illeciti.

Successivamente tali fatti verranno divisi secondo le modalità di commissione, in modo da poter individuare  i luoghi ove più facilmente  vengono commessi, perché lì si trovano gli strumenti che facilitano l’attività delittuosa.

Vanno catalogati i fatti delittuosi secondo gli oggetti utilizzati, per risalire alla fonte di approvvigionamento  di tali strumenti e quindi individuare la fonte, l’inizio dell’attività esecutiva del reato.

Ciò ha finalità preventive e di deterrenza, perché la conoscenza delle fonti degli strumenti utilizzati previene il crimine e permette di individuare anche i fiancheggiatori e successivamente i ricettatori.

Così è possibile elaborare l’evoluzione del crimine e quindi prevedere le nuove forme di reato che hanno origine da quelle primarie; comportando ciò la previsione della commissione di illeciti anche nelle nuove e più elevate modalità di esecuzione.

E’ importante questo studio allora anche  per elaborare i dati sulla criminalità scoperta dal poliziotto di quartiere,  per prevedere quindi l’aumento dei reati commessi in occasione di particolari manifestazioni e ricorrenze. 

Ciò permette di potenziare le forze in determinati luoghi e di prevedere gli elementi da controllare con maggiore frequenza ed intensità, in quanto presumibili oggetto di attività delittuose.

L’elaborazione dei dati col computer permetterà di prevedere i flussi di traffico illecito e la loro  variazione in relazione alla presenza  di reati commessi in queste zone  e da parte di soggetti  di varia nazionalità.

Come pure la previsione dei fatti delittuosi potrà essere effettuata con una analisi dei dati delinquenziali che derivano dal controllo di certi punti sensibili piuttosto che di altri.

 

5) – SPERIMENTAZIONE DEI SERVIZI E DELLE MODALITA’ DI INTERVENTO

 

Tutti i servizi e le modalità di intervento  vanno sperimentati per ottenere una ottimale qualità dei servizi anche dal punto di vista del numero degli addetti  più valido, per l’espletamento degli stessi.

Si tratta cioè di prevedere le attività operative più idonee per fronteggiare le attività criminose. Quindi la sperimentazione avverrà per oggetto:

a)      – il numero di pattuglie e dei loro componenti nelle varie zone e nei vari turni per vedere se sono più utili i servizi diurni o notturni con una certa concentrazione di forze.

b)     – La variazione della tecnica della informazione dagli operatori che offrono servizi al pubblico, al fine di ottenere una sistematica dell’informazione sempre più elevata.

c)     – La variazione della tecnica dell’osservazione secondo  le indicazioni date dalle fonti di informazione.

La tecnica dell’osservazione riguarda anche il sistema che produce attività operativa di scoperta, ottenuta anche con una diversa annotazione dei dati e collegamento con precedenti indizi.

d)     – Va poi sperimentata l’indagine a tenaglia  per direttrici variabili, al fine di ottenere un sistema sempre più valido di controllo del territorio, in modo che l’area venga spazzata  non lasciando  alcun elemento sul territorio che non risulti ispezionato e analizzato dal punto di vista del collegamento con determinate attività delittuose.                     

 

 

 

 

 

 

UFFICIO SICUREZZA PROVINCIALE

2^ DIVISIONE – POLIZIA INVESTIGATIVA

PIANI DI SICUREZZA PER:

 

A.    – Ufficio DIGOS

B.    – Ufficio Squadra mobile

Questa divisione in uffici deve riguardare sia la Polizia di Stato che i Carabinieri, le cui forze faranno parte delle due divisioni che verranno dirette da un Ufficiale dei carabinieri e da un Funzionario della Polizia di Stato a turno per periodi da stabilirsi e corrispondenti all’anno solare o a multipli dello stesso.

Come per i piani di prevenzione della prima divisione e del poliziotto di quartiere, anche quelli della Polizia investigativa, dovranno prevedere una organizzazione per punti funzionali:

a.      – I flussi di traffico;

b.     – I punti sensibili e le aree produttive da controllare;

c.      – i collegamenti sui capisaldi o negli uffici del poliziotto di quartiere.

Naturalmente dovranno essere individuati i nuclei investigativi preposti alle attività di indagine, nei vari settori di decentramento provinciale e quindi nell’ufficio di coordinamento dei settori medesimi.

In generale si può affermare che i flussi di traffico interessano la rete investigativa, perché la loro analisi particolareggiata permette di individuare i flussi di traffico illecito regionale, nazionale e internazionale.

I punti sensibili della vita sociale e produttiva vengono analizzati dalla rete investigativa, con riferimento a reati che abbisognano di indagini prolungate e complesse.

Il collegamento della rete investigativa con le altre di carattere preventivo ed amministrativo operativo, deve giungere all’obiettivo di acquisire le informazioni necessarie per le indagini. Da questo deriva la necessità di un continuo collegamento con la rete di volanti e del poliziotto di quartiere; nonché con le forze speciali dello strumento di sicurezza.

La rete investigativa deve comunque disporre di una possibilità autonoma di acquisire informazioni attraverso la propria struttura che utilizza informatori, infiltrati, agenti che provocano l’occasione per la scoperta di reati particolarmente gravi.

 

Come per gli altri piani quello della Polizia investigativa, prevede le forze e le funzioni necessarie per raggiungere gli obiettivi della maggiore possibilità di individuare gli autori di illeciti penali.

 

 

A.    UFFICIO DIGOS

a.      – I flussi di traffico

 

Il controllo dei flussi di traffico per individuare l’origine di molte attività delittuose dirette a destabilizzare lo Stato con azioni di criminalità organizzata e di terrorismo interno ed internazionale, verrà effettuato dalla DIGOS di ciascun ufficio sicurezza provinciale, con professionalità e competenza di livello elevato nelle aree investigative citate.

Nello svolgere queste funzioni le DIGOS terranno collegamenti operativi ed organizzativi, con le squadre mobili della stessa seconda divisione.

I flussi di traffico sono quelli indicati per la rete di volanti, ma con estensione spaziale superiore alla circoscrizione provinciale e riferita quindi al territorio regionale e poi ultraregionale, ma acquisiti con il collegamento con le DIGOS e squadre mobili di altre province e regioni.

Quindi le unità operative dell’ufficio sicurezza provinciale della DIGOS saranno collegate con quelle delle altre DIGOS della Regione Veneto in questo caso.

L’analisi dei flussi di traffico da parte della DIGOS, è finalizzata a scoprire le vie nazionali, regionali e internazionali percorse dalla criminalità organizzata e dai movimenti terroristici nazionali o stranieri.

Dovranno essere previste periodiche riunioni allora delle unità operative degli uffici DIGOS delle varie province del Piemonte.

Potranno essere così analizzate le vie di traffico seguite dalla criminalità per il riciclaggio del denaro sporco ad esempio, per lo spaccio degli stupefacenti, per il racket delle diverse attività illecite, ecc.

La DIGOS diviene allora l’organo che fornisce lo schema della produzione criminosa organizzata che esiste in un determinato territorio provinciale.

Fornisce cioè alla squadra mobile i canali entro i quali operare per le indagini immediate e per quelle a lungo termine di carattere complesso.

Ha compiti specifici in materia di reati di terrorismo e di destabilizzazione interna per effetto delle organizzazioni criminose di carattere organizzato.

Questo significa che oltre a perseguire la finalità di produrre lo schema dei flussi di traffico che interessano la commissione di illeciti di carattere terroristico o della criminalità organizzata, ha anche quella di dare alla struttura di intervento immediato, quale è la Squadra nobile, uno strumento organizzativo di carattere operativo, uno schema che individui la mappa provinciale dei possibili poli di criminalità organizzata.

Questo schema delle potenzialità criminose in una certa regione provinciale, facilita il compito di indagine immediata che deve compiere la Squadra mobile nel caso di commissione di determinati reati di tipologia comune, ma che sono frutto di un tessuto delinquenziale organizzato che è stato individuato nella sua struttura dalla DIGOS.

 

b.     – Il controllo dei punti sensibili e delle attività produttive da parte della DIGOS.

Per l’ufficio DOGOS i punti sensibili e le attività produttive, vanno controllate con riferimento alla specifica attività di repressione di reati di terrorismo e della criminalità organizzata, diretti a destabilizzare l’ordinamento giuridico.

Anche in questo caso si tratta di creare lo schema dei controlli dei vari punti sensibili ed attività produttive, che può poi essere utilizzato e perfezionato dalla squadra mobile.

Si tratta di uno schema variabile, che è completo per le finalità della DIGOS e incompleto per la squadra mobile, la quale lo completerà in relazione alle sue specifiche attività

Lo schema dei flussi di traffico dovrà essere collegato con quello dei punti sensibili ed aree produttive.

1.     Le azioni terroristiche avranno un loro flusso di traffico ad esempio e dei punti sensibili o aree produttive da controllare.

Si può quindi affermare che i flussi di traffico si congiungono o si innestano nei punti sensibili.

Il flusso dei beni economici ad esempio occorrenti, si innesta nel punto sensibile delle tipografie e delle aree produttive di esplosivo ove spendere il denaro; e così per gli altri elementi indicati.

 

 

1.     Lo spaccio di droga.

Per l’intervento della DIGOS deve trattarsi di delitti di spaccio di stupefacenti o di latro tipo che investono ambiti spaziali estesi e tali da portare nocumento e destabilizzazione all’ordinamento democratico.

Il flusso di traffico dello spaccio di sostanze stupefacenti si innesta ad esempio con i punti sensibili ed aree produttive, con le zone di collocazione della droga e poi con i punti di riciclaggio del denaro illecito acquisito.

Per scoprire tali collegamenti occorrerà l’intesa tra la varie reti investigative provinciali, regionali e di settore di decentramento nazionale.

In questo caso l’ambito spaziale è perlomeno quello regionale, ma sarà utile l’intesa e l’operatività congiunta con l’ufficio sicurezza provinciale.

E)    – I collegamenti della DIGOS con le altre reti investigative e preventive.

I collegamenti della DIGOS vanno allora tenuti con tutti i servizi di prevenzione e repressione, al fine di acquisire quelle informazioni, che verranno valutate per mezzo di computer, unitamente a quelle assunte dallo stesso ufficio DIGOS.

Il computer darà le indicazioni sulle aree da cui possono provenire gli illeciti attraverso la valutazione delle informazioni provenienti dalle varie reti preventive e repressive.

Devono essere previsti nel piano sicurezza, i collegamenti di unità operative della DIGOS con analoghe unità della rete di volanti, del poliziotto di quartiere e delle specialità, nonché della rete repressiva.,

Per Milano si può prevedere nel capoluogo un certo numero di unità operative adibite alle operazioni di collegamento con:

Vi saranno poi degli operatori per ciascun turno di servizio, che appronteranno le elaborazioni delle notizie e informazioni ricevute dalle varie reti, attraverso il computer, per restituirle alle unità operative che operano nei vari punti sensibili ed aree produttive.

Questi operatori usufruiranno naturalmente di tutti gli strumenti tecnici più idonei per rilevare le informazioni.

Ciò sarà riferito agli elaboratori delle informazioni al computer e agli operatori che materialmente acquisiscono le informazioni sul territorio provinciale.

 

 

A.    UFFICIO SQUADRA MOBILE

 

a) – Controllo dei flussi di traffico

 

Il controllo dei flussi di traffico della squadra mobile è diretto a ricercare ed effettuate specifiche indagini per i vari reati commessi, utilizzando i canali informativi forniti dalla DIGOS.

Sui tratterà cioè di indagini finalizzate a individuare lo specifico flusso di traffico seguito dai criminali.

Il controllo in argomento è quindi diretto alla raccolta delle fonti di prova relative ad indagini complesse, per reati flagranti e non flagranti, per i quali sia più o meno laboriosa la ricerca dei colpevoli.

Sulla base dei canali individuati dalla DIGOS, la squadra mobile determinerà piste investigative specifiche con propri operatori, su cui basare le indagini complesse.

b) – Punti sensibili e attività produttive

Le indagini seguiranno lo schema iniziale redatto dalla DIGOS. Ciascun specifico elemento di questo schema va poi analizzato ed elaborato operativamente dall’ufficio squadra mobile.

Per cui i punti sensibili andranno specificati in relazione ad un certo reato commesso. 

Lo spaccio di droga locale potrà trovare allora le indicazioni generali del flusso del traffico di stupefacenti e dei punti sensibili, prodotte dalla DIGOS.

Dovrà essere individuato dalla squadra mobile, nell’ambito del punto sensibile ad esempio scuole o circoli, quale scuola o quale circolo o quale banca sono interessati al fenomeno criminoso di cui si è scoperta la commissione.

Andrà effettuato quindi per ogni reato ricorrente dalla squadra mobile, uno schema particolare dei punti sensibili e delle aree produttive, che completi lo schema generale della DIGOS e che possa così essere utilizzato ogni qual volta venga commesso un certo reato.

ESEMPIO: Rapina di oggetti preziosi

DIGOS

SQUADRA MOBILE

a.      – Collegamenti

Anche per la squadra mobile vi sarà l’analisi delle informazioni con il computer e l’articolazione per ogni tipo di reato dei flussi di traffico, dei punti sensibili e dei collegamenti, procedendo poi al confronto dei risultati ottenuti con quelli acquisiti in periodi precedenti.

Le informazioni acquisite dalla rete investigativa nei vari punti sensibili, vanno inviate alle unità operative di collegamento che elaborano i dati raccolti e li restituiscono completati con le ulteriori informazioni ricevute dalle reti preventive e investigative con cui sono collegati.

I dati di informazione vengono così aggiustati per fasi successive, fino alla completa scoperta da parte delle unità di indagine degli autori degli illeciti e delle modalità di commissione degli stessi. 

Il piano della squadra mobile e della DIGOS, riguarderà allora per i vari tipi di reato, l’indicazione dei flussi di traffico, dei punti sensibili e dei collegamenti, con le considerazioni sull’organizzazione dei piani precedenti che ha portato a risultati più o meno elevati.

Dovrà essere altresì indicata la sistematica tecnica adottata per l’elaborazione delle informazioni con il computer.

 

 

ESEMPIO NUMERICO DELL’IMPIEGO DELLA RETE INVESTIGATIVA

A.    – UFFICIO DIGOS- Provincia di TORINO

B.    – UFFICIO SQUADRA MOBILE

1.     – Per ogni ufficio della rete investigativa devono essere previste le forze di personale da impiegare nell’accertamento degli autori degli illeciti penali ed amministrativi e delle modalità di commissione dei reati.

Si può allora ipotizzare il seguente organico per l’intera rete investigativa.:

60.000 uomini impiegati permanentemente nell’attività investigativa della DIGOS e della SQUADRA MOBILE, in Italia:

60.000 : 5 turni di servizio = 12.000 operatori

12.000- 1.440 (ferie e malattie) = 10.560 operatori di sicurezza

Popolazione nazionale = 57.000.000 abitanti

57.000.000: 10.560 = 5.400 abitanti per operatore di polizia della rete investigativa, ovvero un operatore di polizia ogni 5.400 abitanti.

CITTA’ DI TORINO E PROVINCIA

900.000 abitanti per la città di Torino

1.500.000 abitanti per l’intera provincia di Torino

600.000 abitanti con esclusione della città di Torino

900.000 : 5.400 abitanti per operatore = 166  operatori circa  per turno di servizio per la città di Torino

600.000 : 5.400 = 111 operatori per  ciascuno dei 5 turni di servizio

6 settori di decentramento provinciale  per Torino provincia.

Ogni settore di decentramento avrà 111 : 6 = 18 operatori per turno di servizio, pari a 72 nell’arco dell’intera giornata.

 

ESEMPIO NUMERICO DELLE FORZE IMPIEGABILI NEL SETTORE

VOLANTI DELLA PRIMA DIVISIONE DELL’UFFICIO SICUREZZA

PROVINCIALE DI MILANO

 

60.000 uomini impiegati permanentemente nel servizio di volante sul territorio nazionale.

10.560 operatori di sicurezza impiegati in ogni turno di servizio sul territorio nazionale.

166 operatori impiegati continuativamente sul territorio del settore di decentramento del capoluogo di provincia di Torino, come addetti al settore volanti. Avremo allora 83 volanti che operano continuativamente nel territorio del settore di decentramento di Milano.

I settori di intervento sono gli stessi del poliziotto di quartiere e corrispondono ai sottosettori di decentramento del settore e alle 8 zone in cui è stato ripartito il Comune di Torino e che continuano fino ai confini di settore attraverso il territorio dei Comuni che costituiscono il settore di decentramento.

Vi saranno poi 9 volanti di due uomini per ogni settore di decentramento  della provincia di Torino.

Questo numero di volanti e di operatorio del settore investigativo sarà impiegabile dal momento in cui si attuerà la riforma delle forze dell’ordine secondo quanto previsto dal progetto sicurezza del gruppo “Atlante 2000”, che prevede proprio il recupero del personale di polizia impiegato in servizi amministrativi e burocratici, il cui numero approssimato per difetto è qui sotto riportato.

         Il progetto del gruppo “Atlante 2000” è stato depositato al Senato dal Senatore Lauro.

RIEPILOGO DEL N. VOLANTI, POLIZIOTTO DI QUARTIERE ED UNITA’ INVESTIGATIVE IN ITALIA.

 

 

·         Operatori da impiegare nelle unità volanti 60.000

·         Operatori da impiegare nelle unità poliziotto di  quartiere 60.000

·        Operatori da impiegare nelle unità investigative 60.000

50. volanti X 2 uomini /volante = 100 uomini

100 uomini X 5 turni = 500 uomini

500 uomini X 100 province = 50.000 uomini + 10.000 (assenze per ferie e malattie) = 60.000 uomini

Lo stesso dicasi per le altre reti preventive di poliziotto di quartiere e per la rete di investigazione.

Così avremo 60.000 unità impiegate nelle volanti

60.000    unità impiegate per il poliziotto di quartiere

60.000    unità impiegate per la rete investigativa

 

         180.000    uomini impiegati in servizi amministrativi e recuperati al servizio attivo

Mediamente in Italia e per ciascuna provincia vengono impiegate 50 unità volante, 50 unità poliziotto di quartiere e 50 unità della rete investigativa, per un totale di 150 unità, per ogni turno di servizio di giorno e di notte.

 

 

NUMERO ATTUALE DI APPARTENENTI ALLE 7 FORZE DI POLIZIA DELLO

STATO ITALIANO  ANNO 2004

POLIZIA DI STATO                         100.000

CARABINIERI                                  110.000

GUARDIA DI FINANZA                     64.000

POLIZIA MUNICIPALE                     85.000

POLIZIA PENITENZIARIA                50.000

GUARDIE FORESTALI                               10.000

VIGILI DEL FUOCO                          25.000

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         444.000

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PERSONALE DA RECUPERARE AL SERVIZIO ATTIVO

 

Trattasi di personale impiegato in servizi amministrativi, logistici e burocratici pur avendo la qualifica di Adente o Ufficiale di P.S. e di Agente o Ufficiale di Polizia Giudiziaria. Queste funzioni necessarie per il buon andamento di tutta la struttura di sicurezza delle 7 forze di Polizia italiane, devono essere affidate ad impiegati civili, ad imprese private con contratto a termine e ad appartenenti alle stesse forze dell’ordine (nel caso di servizi riservati di carattere amministrativo), ma che perdono le qualifiche citate, in quanto non più appartenenti al settore operativo, ma a quello amministrativo. Si tratta comunque in quest’ultimo caso di personale poco numeroso, strettamente necessario per i servizi amministrativi particolarmente riservati.

In migliaia tale personale può essere così determinato numericamente  (i dati sono approssimati per difetto, per cui quelli reali   sono certamente molto superiori):

POLIZIA DI STATO                                            60.000

CARABINIERI                                                     70.000

GUARDIA DI FINANZA                                       40.000

POLIZIA MUNICIPALE                                       45.000

POLIZIA PENITENZIARIA                                  30.000

GUARDIE FORESTALI                                                   6.000

                                      TOTALE                       271.000

 

Questo numero corrisponde ad un valore inferiore al 60 % dell’intera forza di addetti al settore sicurezza, se si escludono i vigili del fuoco, per i quali la dispersione è più ridotta.

Tuttavia si tratta sempre di una cifra approssimata per difetto, dato che per la dispersione del sistema dovuta a servizi burocratici, amministrativi e logistici, il personale non operativo è certamente  molto superiore ai valori indicati.

 

IPOTESI DI NUOVA DISTRIBUZIONE DI OPERATORI DI POLIZIA TRA LE

VARIE FORZE DELL’ORDINE SU INDICATE, IN RELAZIONE AL

PROGETTO DI RISTRUTTURAZIONE GENERALE DEL SETTORE

SICUREZZA.

 

1.     POLIZIA DI STATO ( il valore è indicato in unità operative)

- Operativi in servizi di prevenzione e repressione                                                                                                                                       60.000

- Reparti mobili                                                                                                                                                                                          5.000

- Specialità                                                                                                                                                                                               10.000

- Dirigenti e direttivi                                                                                                                                                                                   1.500

- Ispettori                                                                                                                                                                                                  2.000

                                                                                                                                                                                                               78.500

2.     CARABINIERI

- Operativi in servizi di prevenzione e repressione                                                                                                                                       60.000

- Reparti mobili                                                                                                                                                                                          5.000

- Specialità                                                                                                                                                                                               10.000

( i 10.000 uomini attualmente impiegati nei servizi di

Polizia militare, vanno progressivamente recuperati alla

attività di prevenzione e di repressione di Polizia, affidando

i relativi incarichi di polizia militare alle forze armate)

- Dirigenti e direttivi                                                                                                                                                                                   1.500

- Gradi equiparati agli ispettori della Polizia di Stato                                                                                                                             2.000

                                                                                                                                                                                                              78.500

3.     ISTITUTI DI ISTRUZIONE e centri di addestramento

di tutte le forze di Polizia                                                                                                                                                                    5.000

 

4) – POLIZIA SCIENTIFICA per tutte le forze di polizia                                                                                                                                                 5.000 

5) – GUARDIA DI FINANZA                                                                                                                                                                                      40.000

6) – POLIZIA MUNICIPALE

amministrativi di carattere operativo                                                                                                                                                                     60.000

                                    

7) – POLIZIA PENITENZIARIA                                                                                                                                                                                 35.000

 

8) – GUARDIE FORESTALI                                                                                                                                                                                       10.000

9) – VIGILI DEL FUOCO                                                                                                                                                                                           20.000

TOTALE GENERALE                                                                                                                                                                              392.000                                                                        

 

                                                                                                      

 

444.000 –

                                                                                                       392.000 = 

                                               DIFFERENZA                                     52.000

 

         Si può quindi prevedere di porre in quiescenza i 52.000 operatori di Polizia più anziani nell’arco di tre anni, i cui stipendi recuperati andranno a pagare i servizi amministrativi burocratici e logistici, che saranno affidati ad imprese private con contratto a termine  o ad impiegati civili. In questo modo il progetto sicurezza di riorganizzazione delle forze di Polizia italiane avrebbe costo zero.

                           

 

                                      VICE QUESTORE A. DELLA POLIZIA DI STATO

                                                          (Dr.Arch.Dr. Bellu Daniele)