GRUPPO ATLANTE 2000 & COMITATO SINDACI DEL VENETO
E DELLA CAMPANIA
Piano sicurezza tipo per la città e la provincia
di
NAPOLI
IPOTESI DI
A)- PIANO DI SICUREZZA PREVENTIVO
1.
– SETTORE VOLANTI PER LA CITTA’ E LA PROVINCIA DI
NAPOLI
1^ DIVISIONE
DELL’UFFICIO SICUREZZA PROVINCIALE
2.
– SETTORE
CONTROLLO DEL TERRITORIO URBANO DELLA CITTA’ DI
NAPOLI.
(Diverrà la 3^ Divisione "Poliziotto di quartiere"
dell’UFFICIO SICUREZZA PROVINCIALE)
B) – PIANO DI
SICUREZZA DELLA RETE INVESTIGATIVA
2^ DIVISIONE
DELL’UFFICIO SICUREZZA PROVINCIALE
-
UFFICIO DIGOS
-
UFFICIO SQUADRA MOBILE
INDICE
- Definizione dei piani di sicurezza Pag. 2
- Ufficio sicurezza provinciale. 1^ Divisione Prevenzione Settore volanti. 5
- 1^ Divisione. Settore controllo del
territorio. Piano del
poliziotto di quartiere
per la città e la provincia di Napoli.
(Diverrà la terza divisione dell’ufficio
sicurezza provinciale). 18
- Ufficio sicurezza provinciale. 2^
Divisione.
Piani di sicurezza della rete investigativa. 42
- Esempio numerico del numero di volanti, del
numero
di unità poliziotto di quartiere ed unità investigative
sul
territorio nazionale, per la provincia di Napoli ed il suo
Capoluogo. 48 - 49
- Riepilogo del n. volanti ed unità
investigative e
Poliziotto di quartiere in Italia 50
- Numero attuale di appartenenti
alle 7 Forze di Polizia in Italia 51
- Personale da recuperare al servizio attivo 51
- Ipotesi di nuova distribuzione degli
appartenenti alle forze di Polizia 52
PIANI DI SICUREZZA
I piani di
sicurezza si definiscono come lo strumento organizzativo che permette di programmare
l’impiego di uomini e mezzi, nelle attività che
assicurano sicurezza di circolazione, di relazione, di pacifico ed ordinato
svolgimento di tutte le attività che caratterizzano la convivenza civica; tali
da farle raggiungere livelli qualitativi, progressivamente sempre più elevati.
I piani riguardano
allora l’organizzazione dei mezzi e delle funzioni dei tre uffici o divisioni
nelle quali è diviso l’ufficio sicurezza provinciale,
regionale e interregionale.
Conseguentemente ciascun piano di sicurezza
dovrà prevedere le attività relative a:
a.
– Analisi dei
flussi di traffico che interessano le specifiche attività da controllare;
b. – Controllo delle zone produttive e dei punti
sensibili delle varie funzioni residenziali, produttive e sociali dei cittadini
e residenti;
c.
– collegamento
con la rete di organi preposti alla sicurezza dei
cittadini e residenti sul territorio;
d. – capisaldi di organizzazione
delle attività di Polizia.
Si dovrà procedere
così alla formazione di piani di sicurezza per ciascun settore di intervento delle forze di sicurezza.
Essi saranno
quelli che concernono:
PIANO
DI PREVENZIONE DEL SETTORE VOLANTI PER LA PROVINCIA DI
NAPOLI
La previsione di
questo piano di sicurezza deve comprendere alcuni punti fondamentali che si indicano qui di seguito:
1.
– Individuazione
dei settori di decentramento delle attività di sicurezza della Provincia di
Napoli.
2.
–
Controllo dei flussi di traffico delle attività produttive e illecite della
Provincia di Napoli.
3.
– Controllo delle
attività produttive della medesima circoscrizione provinciale.
4. – Controllo dei punti sensibili
della vita sociale e ricreativa della comunità milanese.
5.
–
Collegamento tra i settori provinciali di decentramento dell’ufficio sicurezza
di Napoli.
6. – Collegamento della rete di volanti con il poliziotto
di quartiere.
7. – Collegamento con la rete investigativa da parte
della rete di volanti.
8.
–
Collegamento della stessa rete di volanti con le forze speciali delle forze di
polizia.
9. – Servizi semplici e complessi delle unità volanti.
10. – Servizi compositi con il poliziotto di quartiere.
11. – Capisaldi di sicurezza.
12. – Concentramento di volanti in caso di delitto
commesso.
13. – Collegamento delle unità volanti
con gli organismi laici e religiosi, al fine di acquisire le informazioni utili
per la prevenzione degli illeciti
e per le funzioni sociali della sicurezza. (Acli, Caritas, Azione
cattolica, parrocchie, uffici circoscrizionali di quartiere, USL, ecc.).
14. – Collegamento dell’ufficio sicurezza provinciale con
quelli delle province confinanti , al fine del
coordinamento dei piani delle unità volanti di tali uffici sicurezza.
15. – L’acquisizione delle informazioni
ricevute dal poliziotto di quartiere e dalla rete investigativa.
16. – Le informazioni della rete volanti vanno fornite
alla rete investigativa per la parte che può
interessare alla stessa.
17. – Le tecniche di intervento
della rete volanti: l’osservazione e la constatazione diretta per la
realizzazione degli obiettivi di piano.
. Il potenziamento
della ricerca con la rete investigativa, quando viene
individuato l’illecito.
. La constatazione
diretta viene effettuata con auto civili ed operatori
in borghese e in divisa.
18. – Verifiche della validità dei piani, con
sperimentazione di nuove tecniche di intervento e
diversa densità di controllo.
18
Bis - ter – Gli
obiettivi di piano:
. Diminuzione del tasso di criminalità desumibile dalle statistiche
annuali redatte dalla Prefettura di ciascuna provincia.
.
Il raggiungimento degli obiettivi di piano in relazione alle
tecniche di intervento. Un obiettivo specifico deve essere anche l’adozione di
specifiche misure atte a scoraggiare la commissione di illeciti.
La modifica delle
tecniche di intervento si pone in relazione al
raggiungimento o meno degli obiettivi prefissati.
Ad esempio si potrà prevedere un numero maggiore o
minore di operatori in divisa, una diversa intensità
di controlli su ciascun tipo di punto sensibile o attività produttiva.
Nei piani potranno essere anche previste le variazioni
dei capisaldi in relazione all’intensità dell’attività
criminosa nelle diverse zone provinciali.
PIANO
PROVINCIALE ANNUALE DELLA PROVINCIA DI NAPOLI PER
LE
ATTIVITA’ DI SICUREZZA – SETTORE VOLANTI – 1^ DIVISIONE
DELL’UFFICIO
SICUREZZA PROVINCIALE - PREVENZIONE
1.
– Settori di decentramento
della provincia di Napoli. (Prima
ipotesi)
. Napoli e comuni
limitrofi di coordinamento;
. Acerra;
. Nola;
. Torre
Annunziata;
. Somma Vesuviana;
. Giugliano in
Campania;
. Castellammare di
Stabia
I
settori di decentramento vengono divisi in
sottosettori, che corrispondono alle circoscrizioni della rete di volanti, di
poliziotto di quartiere ed investigativa.
Il
settore di Napoli può comprendere i seguenti Comuni:
Pozzuoli – Quarto – Mugnano – Arzano
– Casoria – Pomigliano –
Portici – Torre del Greco.
Ciascun
settore di decentramento viene diviso in sottosettori
che terminano ove finisce il corrispondente settore di decentramento, nel caso
di Napoli o dei maggiori centri provinciali, dove termina cioè il territorio
dei Comuni esterni succitati.
Il
Comune di Napoli del settore di decentramento di Napoli, viene
diviso successivamente in zone, così come ogni altro centro urbano capoluogo di
provincia o minore dello stesso territorio provinciale.
Le
zone per il Comune di Napoli, che continuano al termine del Comune come
sottosettori, possono essere così individuate:
1^ ZONA – S.LUCIA, sul mare: da S.Lucia a
Portici; nell’entro terra il sottosettore continua
fino al Comune di Arzano e Casoria
e poi fino al termine del settore di decentramento.
2^ ZONA - MARECHIARO, sul mare: da Marechiaro a S.Lucia; nell’entro terra il
sottosettore continua fino al Comune di Mugnano e poi
fino al limite del settore di decentramento.
3^ ZONA - POZZUOLI, sul mare: da Marechiaro
a Pozzuoli a Lido di Licola; nell’entro terra fino al
Comune di Quarto e Marano e poi fino al limite di settore di decentramento che
confina con il settore di Giugliano in
Campania.
4^ ZONA - PORTICI, sul mare:
da Portici a Calastro.
5^ ZONA – TORRE DEL GRECO, sul mare: da Calastro a S.Maria
La Bruna. Come
detto vi sarà corrispondenza tra le zone di intervento
del poliziotto di quartiere e quelle della rete di volanti e della rete
investigativa.
2.
– Flussi di
traffico della provincia di Napoli.
L’attività
di prevenzione inizia dai flussi di traffico stradale, ferroviario, aereo, i
quali devono essere controllati nel loro manifestarsi, al fine di individuare
eventuali anomalie che possono condurre ad attività illecite perpetrate in
altre sedi.
Deve cioè essere predisposta
una sorveglianza continua nei vari punti caratterizzanti un determinato
traffico, al fine di individuare comportamenti illeciti, che potranno trovare
la loro destinazione in altre sedi produttive o sociali.
Così dovranno essere pianificati servizi di controllo
e di prevenzione sui vari mezzi di comunicazione, come le strade ferrate, gli
aerei e gli aeroporti, le autostrade e gli automezzi di linea, le navi, i
treni, le strade provinciali, nonché nei centri di
sosta e di ristoro delle vie di comunicazione citate.
Per
la provincia di Napoli tali vie possono così essere individuate:
Autostrade: ROMA - NAPOLI;
NAPOLI – BARI; NAPOLI – SALERNO; NAPOLI – TORRE ANNUNZIATA – GRAGNANO;
Strade statali o provinciali: litoranea: POZZUOLI – NAPOLI – TORRE ANNUNZIATA – CASTELLAMMARE;
NAPOLI – BENEVENTO; NAPOLI – NOLA – AVELLINO; NAPOLI – SOMMA VESUVIANA; NAPOLI
– CASERTA; NAPOLI – S.MARIA CAPUA VETERE – AVERSA
MARE – ARZANO MARE
Strade ferrate:
NAPOLI – ROMA; NAPOLI – POZZUOLI; NAPOLI – SALERNO – REGGIOCALACRIA; NAPOLI –
TORRE ANNUNZIATA; NAPOLI - SOMMAVESUVIANA
Aeroporti: NAPOLI
- CAPODICHINO
3.
– Attività
produttive della provincia di nAPOLI.
Altro settore
molto importante ai fini della prevenzione di sicurezza, è il controllo delle
attività produttive, che verrà svolto secondo la
tecnica dell’osservazione e della constatazione diretta.
A titolo di esempio possono essere indicate alcune attività
produttive da sottoporre al controllo di vario livello ed efficacia, al fine di
prevenire specifiche attività delittuose.
Queste
sono solo alcune delle numerose attività produttive che interessano la
prevenzione di sicurezza, al fine di impedire la commissione di reati o di illeciti amministrativi.
In relazione a queste attività produttive, vanno individuate e insegnate nei relativi
centri di formazione delle forze di Polizia, le attività di osservazione e di
constatazione diretta.
Va
quindi redatta una pianta provinciale delle attività produttive con i percorsi
del controllo per sottosettori di ciascun settore di
decentramento, effettuato in autovettura, in motociclo o a piedi sui vari mezzi
di trasporto pubblici.
4)
– I punti
sensibili da controllare sono quelli indicati in precedenza e denominati
attività produttive; in particolare meritano particolare attenzione le attività
seguenti:
Queste
attività andranno controllate in modo efficace e continuativo, da operatori in
borghese e in divisa, secondo le circostanze.
Le
tecniche di intervento per il controllo di tali
attività saranno quelle dell’osservazione e della constatazione diretta ed i
mezzi di locomozione potranno essere automezzi, motomezzi
od altro secondo le specifiche esigenze.
Queste
attività di controllo saranno particolarmente importanti per quelle regioni con
alto tasso di criminalità, ove il controllo dovrà essere organizzato in maniera
efficace, con analisi della variazione delle attività criminose, in funzione
proprio della realizzazione di una rete preventiva.
Il
controllo dovrà essere mobile e continuo. Mobile inteso,
in termini di intensità variabile e secondo i primi risultati dell’attività
preventiva, ai quali dovranno seguire altre funzioni di carattere repressivo.
Infatti a
duna prima analisi generale di una volante, che ha raccolto sospetti in merito
ad una certa attività produttiva, che potrebbe nascondere illeciti
comportamenti, potrà seguire una azione più incisiva delle unità poliziotto di
quartiere o della rete investigativa, in relazione alla gravità dell’illecito.
Se nel
settore di decentramento provinciale di Napoli, operano 130 volanti
continuativamente per ogni turno di servizio, alcune saranno specializzate in
certi accertamenti ed altre avranno compiti di controllo più generale.
5)
– Collegamento
tra i settori provinciali della provincia di Napoli.
Il collegamento tra i settori della provincia di
Napoli dell’ufficio sicurezza provinciale, per il
settore volanti, avviene attraverso gli uffici del poliziotto di quartiere dei
settori limitrofi di decentramento.
Il settore di decentramento di Napoli ad esempio, avrà
dei punti di collegamento a Quarto, Mugnano, Arzano, Pomigliano e Torre
del Greco, al fine di stabilire continue intese di lavoro ed organizzative con
le volanti che operano nei settori di decentramento di Giugliano in Campania, Acerra, Nola, Somma Vesuviana e Torre Annunziata.
Naturalmente ogni settore di decentramento dovrà
prevedere punti di collegamento con i settori limitrofi: così Quarto nei confronti di
Giugliano in Campania e di Acerra e poi con i settori
limitrofi di altre province.
Dovranno essere predisposte le tecniche di
collegamento con vari strumenti a disposizione e con le diverse modalità
operative da attuarsi con radio portatili, cellulari e
con lo scambio diretto di informazioni.
6)
– Collegamento
della rete di volanti con il poliziotto di quartiere.
Il
collegamento con il poliziotto di quartiere dovrà avvenire via radio e centrale
operativa per tutti i settori di decentramento. Ciò significa che le volanti di ogni settore dovranno poter comunicare con il
poliziotto di quartiere di tutti gli altri settori della provincia.
Via
radio o a mezzo cellulare nell’ambito di ciascun settore di decentramento, il
collegamento dovrà essere garantito con tutti i poliziotti di quartiere del
settore.
Lo
scambio di informazioni avverrà direttamente negli
uffici del poliziotto di quartiere ove si recano periodicamente le volanti di
un certo settore di decentramento provinciale.
Per il settore di Napoli, questo dovrà avvenire nelle
zone del Comune di Napoli
e nei Comuni limitrofi fino ai confini di settore.
Le
informazioni acquisite dal poliziotto di quartiere vengono
sintetizzate nell’ufficio sicurezza provinciale e nei settori di decentramento
per mezzo di computers ubicati nei Commissariati di
zona. Tali informazioni debbono quindi essere
elaborate in funzione della provenienza dai vari settori di decentramento.
Le
medesime informazioni vengono trasmesse alla rete
investigativa, per l’elaborazione necessaria alle indagini sui reati commessi.
7)
– Collegamento
con la rete investigativa, da parte della rete di
volanti.
Le
notizie ed informazioni che sono immediatamente utilizzabili dalla rete
investigativa, debbono essere messe a disposizione
della medesima immediatamente.
Tali
comunicazioni vanno effettuate in funzione della
osservazione e della constatazione diretta di illeciti che possono verificarsi.
Il
collegamento operativo avviene negli uffici dei Commissariati di zona o in
quelli della prima o seconda divisione dell’ufficio sicurezza provinciale.
Così per Napoli gli uffici dei Commissariati di zona
di Giugliano in Campania e di Acerra,
potranno essere frequentati dalle volanti che hanno notizie importanti da
comunicare direttamente agli organi di Polizia Giudiziaria (P.G.) di tali
sedi.
Ma
le medesime informazioni potranno essere trasmesse con comunicazioni
telefoniche, via fax o con comunicazioni radio o ancora con telefoni portatili;
in relazione alla riservatezza necessaria e alle
possibilità dei vari mezzi di comunicazione di illustrare sufficientemente i
fatti accaduti.
8)
– Collegamento
delle volanti con le specialità delle forze di
Polizia.
Le
specialità ove esistenti nella provincia, operano negli stessi settori di
decentramento dell’ufficio sicurezza ove agiscono le altre forze di sicurezza.
Le
informazioni per esempio sulle attività illecite e sociali del settore ambiente vengono acquisite
per la provincia di Napoli, dalle Guardie forestali dei settori di
decentramento citati, negli uffici esistenti in tali settori di decentramento.
Medesimo
collegamento avverrà negli uffici relativi, per quanto riguarda la Polizia
tributaria, la polizia penitenziaria, la polizia
ferroviaria, i Vigili del Fuoco.
9)
– Servizi
semplici e complessi delle unità volanti.
Servizi
semplici unitari e misti.
Il
servizio di volante semplice può essere organizzato con operatori della stessa
specialità e forza di Polizia e con operatori della stessa specialità e forza
di polizia e quelli misti
con operatori di specialità diverse e di forze di Polizia
diverse, che operano nello stesso settore di decentramento provinciale o in
settori diversi.
Una
pattuglia di tre elementi può essere formata da operatori di Napoli – Giugliano
in Campania e Acerra, con il compito di prestare
servizio in zone intersettoriali e di collegamento di settore, al fine anche
della maggiore conoscenza ed idoneità di intervento
nei rispettivi territori.
Con
i servizi misti potranno essere impiegate pattuglie ad esempio di 3 uomini, di
cui due del settore volanti ed uno delle Guardie forestali di Napoli o della Polizia
ferroviaria.
Ma
molto importanti sono i servizi misti di aiuto e
soccorso che vengono previsti nel 30 % del totale dei servizi di ciascuna
provincia.
Questi
hanno la funzione di prestare soccorso in tutti i casi di precarietà e di
difficoltà in cui si possono venire a trovare i cittadini e i residenti sul
territorio provinciale; come nel caso di disagio giovanile, di
orfani, abbandonati, richiedenti asilo ed aventi nazionalità straniera,
prostitute, tossicodipendenti, anziani, vagabondi, barboni, ecc.
Questa
funzione dell’aiuto e soccorso deriva da uno dei primi compiti della Pubblica
sicurezza e quindi di tutte le forze di polizia vista la
loro attività di intervento in situazioni di prevenzione e di repressione dei
reati.
Questo
compito ora attribuito con il progetto sicurezza in modo organizzato e
scientifico alle forze di Polizia, permette di dare una caratteristica di estrema flessibilità alla struttura di Polizia e una
garanzia di effettiva tutela democratica delle libertà del cittadino e
residente sul territorio provinciale, regionale e nazionale.
Ciò
suscita la considerazione secondo cui uno Stato sovrano che impronti la sua
attività all’aiuto e soccorso, non può essere considerato un ordinamento
autoritario, ma un ente che programma il suo sviluppo sulla base del rapporto
dialettico e sociale di livello molto elevato e tale da costituire anche
strumento educativo nei confronti di tutti coloro che
risiedono nel suo ambito territoriale perché cittadini o perché vi stazionano
per ragioni diverse dalla cittadinanza.
Tutta
la struttura e la sistematica di impiego del settore
volanti naturalmente, come ogni altra funzione di sicurezza, andrà sottoposta
ad adeguata sperimentazione, in funzione dei risultati ottenuti nell’area
preventiva e investigativa. Quindi anche l’utilità dei
servizi misti andrà valutata alla luce dei risultati che un tale servizio
comporta per la prevenzione e l’indagine di Polizia giudiziaria.
Si
devono poi pianificare anche servizi complessi, con operatori di sicurezza
provinciali, regionali e interregionali, per il controllo congiunto dei flussi
di traffico regionali e interregionali.
Così
potrà essere prevista la formazione di volanti di 3 uomini, di cui due
appartenenti alla struttura provinciale ed 1 a quella regionale. Lo stesso
accadrà per il controllo di attività produttive
interprovinciali.
Ad
esempio potrà trattarsi di controllo a locali di divertimento che richiamano
persone provenienti da province diverse nei vari periodi dell’anno.
10)– Servizi compositi con il poliziotto di quartiere
del settore volanti.
Molto
utili saranno i servizi compositi effettuati dalle volanti
unitamente ad operatori del poliziotto di quartiere, proprio al fine di
amalgamare le tecniche di intervento nella prevenzione di illeciti di carattere
amministrativo o penale.
Ciò
sarà utile allora nella prevenzione della microcriminalità o della criminalità
comune e per la più pronta individuazione dei luoghi ove si commettono
illeciti.
Sono
servizi da prevedere in ogni settore di decentramento e da sperimentare nelle
loro funzioni di controllo del territorio.
11)– Capisaldi
di sicurezza.
I
capisaldi della struttura di sicurezza provinciale, costituiscono la struttura
portante operativa e funzionale della medesima struttura; i punti cioè di riferimento per i collegamenti e le informazioni e
per l’organizzazione delle attività di sicurezza.
Per
la provincia di Napoli, ma in genere per tutte le province, sono di 1^ - 2^ -
3^ - 4^ specie.
Capisaldi di 1^
specie.
Essi
si trovano nei settori di decentramento provinciale e sono costituiti dai
Commissariati di zona; come quelli di Giugliano in Campania – Acerra – Nola – Somma Vesuviana, Torre Annunziata e l’ufficio
sicurezza di Napoli.
Capisaldi di 2^
specie
Sono
i punti di collegamento intersettoriale tra la rete di volanti e il poliziotto
di quartiere, si trovano negli uffici del poliziotto di quartiere (Municipi in
genere dei Comuni limitrofi a ciascun settore di decentramento provinciale);
per il settore di Napoli essi sono ubicati ad esempio negli uffici del Poliziotto di quartiere di Mugnao – Quarto – Arzano –
Somigliano – Torre del Greco.
Capisaldi di 3^
specie
Sono
quelli interni a ciascun settore di decentramento. Per Napoli
settore di decentramento della provincia di Napoli, relativo all’ufficio
sicurezza provinciale; i capisaldi di 3^ specie si riferiscono agli uffici del
poliziotto di quartiere dei Comuni limitrofi al Comune di Napoli (i relativi
municipi) e agli uffici del poliziotto di quartiere interni alle zone del
comune di Napoli: 1^ Zona ; 2^ Zona; 3^ Zona; 4^ Zona; 5^ Zona.
Capisaldi di 4^
specie
Sono
di collegamento interprovinciale e divengono di collegamento interregionale,
per le province come Caserta
che confina con il Lazio.
Per
Napoli i
capisaldi di 4^ specie, possono così essere individuati: Torre Annunziata –
Nola - Acerra.
Riassumendo
si può allora affermare che:
12. – Concentramento delle volanti e di altre
forze di sicurezza in caso di commissione di gravi delitti.
Ogni
qual volta si verifica un grave delitto in ciascun
settore di decentramento provinciale, è necessario che le forze di sicurezza
mobili anche del settore preventivo convergano sul luogo del reato, per
collaborare nella ricerca di colpevoli e tracce dell’illecito commesso, sotto
la direzione degli organi preposti alla investigazione.
Così il sequestro di persona o la rapina commessi nel
settore di Nola, dovranno comportare il convergere delle forze mobili come le
squadre volanti e i servizi di controllo del territorio, sul luogo ove è stato
commesso il grave reato, con possibilità di impegnare il relativo personale in
luoghi più lontani, ove possono essere ricercate o trovate tracce delle fonti
di prova che possano individuare i colpevoli degli efferati delitti.
Sulla
prima zona di Napoli ad esempio, potranno convergere parte delle volanti delle altre zone
cittadine, ma se necessario di altri
settori di decentramento provinciale. Il
coordinamento sarà effettuato dalla centrale operativa
dell’ufficio sicurezza di Napoli.
Sul
settore di decentramento di Acerra converge parte delle volanti di Giugliano in
Campania Nola e di Somma Vesuviana;
coordina il COT di Acerra con l’intesa e il
collegamento con l’unica centrale operativa di coordinamento provinciale di
Napoli.
Nel
settore di Torre Annunziata, converge parte delle volanti
di Somma vesuviana e di Napoli; coordina
il COT di Torre Annunziata.
La
rete investigativa del settore di coordinamento, potenziata anche da quella
dell’ufficio sicurezza di coordinamento provinciale, dirige le attività di investigazione per aree e per settori e sottosettori,
così come sono segnalati dal centro di coordinamento di settore.
13. – Collegamento delle unità volanti con gli organismi
laici e religiosi.
Per
le varie funzioni di sicurezza e sociali che la sicurezza
svolge è utile che le unità volanti siano in continuo collegamento con le
associazioni laiche e religiose e con le parrocchie indicate dagli uffici di
coordinamento di settore.
Questo
collegamento sarà rilevante non solo per l’individuazione attraverso
l’informazione di fatti illeciti e dei relativi autori, ma anche per le
attività di soccorso e di aiuto di carattere sociale
cui la funzione di sicurezza può essere chiamata a svolgere. Questa è prevista
con il progetto sicurezza per mezzo anche dei servizi misti organizzati con
forze di Polizia e con operatori civili dei vari settori del volontariato.
Ciò
si potrà verificare in particolare per i casi di disadattamento sociale, per i
quali la pubblica sicurezza potrà essere chiamata a prestare assistenza con il
pronto intervento delle persone anche civili indicate, che sono in grado di
fornire l’assistenza necessaria.
14. – Collegamento delle unità volanti con le unità corrispondenti delle province confinanti.
Tale
collegamento avverrà nei capisaldi di 4^ specie, come Acerra
– Giugliano in Campania -
Nola per la provincia di Napoli.
La
finalità del collegamento è quella dello scambio di informazioni
per il controllo del territorio e delle attività produttive. Esso avviene per
mezzo di servizi complessi provinciali e regionali, che opereranno in via
congiunta al fine della migliore conoscenza operativa del territorio e delle
tecniche di intervento.
Il
piano di sicurezza deve prevedere l’organica successione del collegamento, che
deve essere diretto a uniformare l’operatività dei
servizi di sicurezza in presenza delle medesime tipologie di illeciti penali od
amministrativi.
Deve
essere prevista allora l’operatività congiunta di volanti di province
limitrofe, per periodi determinati nell’arco della settimana o del mese,
attraverso servizi complessi, che comprendono personale di province diverse del
settore volanti o con l’intervento di forze regionali.
Verranno
valutati nei settori di decentramento interessati e poi in tutta la provincia,
i risultati delle attività di controllo effettuate in via congiunta con
personale di province limitrofe.
Dovranno
essere altresì sperimentate attività di controllo all’interno di ciascuna
provincia, che vengono normalmente effettuate nelle
province confinanti; proprio per valutare l’idoneità della tipologia dei
servizi di sicurezza, in ciascun contesto e realtà territoriale.
15) - Le informazioni ricevute dal poliziotto di quartiere.
Le
informazioni ricevute dal poliziotto di quartiere verranno
sottoposte ad una attenta analisi in sede di operazioni per la individuazione
di illeciti da segnalare alla rete investigativa.
Questo
al fine di individuare subito quando debba trattarsi di interventi
di carattere sociale o di carattere preventivo di sicurezza od investigativo.
16. – Le informazioni fornite dalla rete di volanti alla rete investigativa.
Nei
piani di sicurezza va prevista una sistematica delle informazioni che le volanti dovranno fornire alla rete investigativa, anche
in relazione ai tempi e alle modalità con le quali dovranno effettuare le
informazioni, al fine di permettere allo strumento investigativo una pronta ed
efficace preparazione della struttura preposta alla ricerca delle fonti di
prova degli illeciti.
Nei
piani allora dovranno essere indicati i luoghi ove effettuare
gli scambi di informazione, gli intervalli di tempo entro i quali effettuare le
informazioni e la probabilità che una certa notizia possa nascondere fatti illeciti.
17. – Le tecniche di intervento.
Le
tecniche di intervento del settore volanti, sono
quelle dell’osservazione e della constatazione diretta. Per l’utilità
dell’impiego di tali tecniche occorrerà creare nelle Scuole di Polizia dei
corsi di addestramento per l’apprendimento di tali
tecniche.
18. – Verifiche della validità dei piani di sicurezza, per il settore volanti.
Deve
essere prevista la sperimentazione dei piani di sicurezza settore volanti, al
fine della constatazione del raggiungimento degli
obiettivi della diminuzione della criminalità, secondo le statistiche compilate
da ciascuna Prefettura annualmente.
Tale
sperimentazione deve essere riferita a tecniche diversificate
di intervento nelle varie fasi di applicazione:
18
Bis) Gli obiettivi di
piano del settore volanti.
Tutta
l’attività di prevenzione del settore volanti, dovrà avere come riferimento gli
obiettivi di piano, che sono quelli della diminuzione della criminalità, della
commissione cioè di illeciti penali ed amministrativi.
Certamente
l’attività di prevenzione di sicurezza, ha un notevole influsso sulla
commissione di illeciti, per cui è possibile prevedere
che da una organizzazione efficiente dei servizi di volante, connessi con
quelli di altri settori operativi di sicurezza, possa derivare una sensibile
diminuzione della denuncia di reati perché vi una riduzione della loro
commissione.
18 Bis) – OBIETTIVI DEL PIANO SICUREZZA PER
Gli obiettivi devono fissare e
prevedere la fasi della diminuzione della criminalità
per cicli annuali o poliennali.
Si può ad esempio stabilire una diminuzione della
commissione di illeciti (desunta dalle statistiche
della criminalità) del 10 per cento annuo, in presenza di determinate
condizioni, di attività e di mezzi impiegati:
1)– Quali sono i flussi traffico da controllare;
2)– quali sono i relativi punti sensibili e da controllare e
con quale intensità;
3)– quali sono i collegamenti con le forze di polizia
e con i privati da effettuare; indicando i luoghi e le attività pratiche degli
operatori;
4) – con quali capisaldi (di 1^ - 2^ - 3^ - 4^ specie) si vuole perseguire la diminuzione
del crimine;
5) – con quali servizi semplici, complessi, compositi e
misti si vuole perseguire tale finalità;
6) – con quali informazioni avute dai privati e dai vari
livelli di forze di Polizia;
7) – quale è stata la
sperimentazione dei servizi e delle tecniche impiegate per raggiungere gli
obiettivi prefissati.
Questo piano riguarda anche le manifestazioni di ordine pubblico, come incontri sportivi, rappresentazioni
di vario genere, scioperi e manifestazioni varie.
L’analisi della variabilità di questi punti con il
loro impiego combinato, porta la diminuzione del crimine in modo programmato
nel tempo per periodi annuali o poliennali.
Il perseguimento degli obiettivi della diminuzione
della criminalità in una certa percentuale, può poi essere previsto nella
misura maggiore in presenza di determinate condizioni,
vale a dire che quella misura maggiore non poteva essere superata, data
l’esistenza delle condizioni preliminari, date dai mezzi a disposizione, dal
personale esistente e dalle relative attività.
Va cioè giustificato il
perché si è giunti alla diminuzione del 10 per cento e non del 15 per cento,
indicando così i motivi che non hanno permesso una riduzione ulteriore.
Deve essere anche indicato l’andamento del verificarsi
del crimine fisiologico, che per motivi naturali non può essere eliminato;
citando tuttavia quali sono gli accorgimenti che potrebbero portare ad un suo
ridimensionamento, anche se non alla sua eliminazione
completa, impossibile per la natura di tale crimine.
18
Ter) Obiettivi di
piano della rete investigativa.
Anche
per la rete investigativa (DIGOS e squadra mobile) vanno previsti degli
obiettivi specifici, i quali saranno costituiti dalla massima possibilità di
individuare gli autori dei reati e le modalità esecutive degli stessi, si da costituire un valido deterrente per la commissione
futura di illeciti di carattere penale.
In
ogni provincia dovranno essere stilate a cura delle Prefetture, delle
statistiche su tali risultati conseguiti dalla polizia investigativa e sulla
base dei quali verranno commisurati a fine anno i
premi di produzione degli operatori di sicurezza indicati.
Si
può affermare allora che l’aumento del numero di autori
di reato che vengono scioperi da arte della polizia giudiziaria, costituisce un
valido deterrente alla commissione di illeciti. Per cui i premi di produzione verranno corrisposti solo se vi sarà l’aumento della
percentuale di scoperta degli autori citati o l’acquisizione di un certo
livello di capacità nella funzione predetta.
18 Ter) -OBIETTIVI DI PIANO PER
SUADRA MOBILE
Gli obiettivi di piano per la squadra mobile
consistono nel perseguire un aumento percentuale della scoperta degli autori
degli illeciti, con tecniche sempre più perfezionate:
1)– Va stilata una statistica annuale a cura delle
Prefetture sulla percentuale di autori degli illeciti
scoperti;
2)– L’aumento della scoperta va fatto utilizzando la stessa articolazione del piano di attività investigativa della DIGOS, che
fornisce alla squadra mobile i canali del flusso di traffico illecito, da cui
può scaturire l’evento criminoso di competenza della squadra mobile;
3) – vale a dire che nel piano
andranno previsti quali vie di traffico vanno maggiormente controllate per
giungere agli autori degli illeciti, nel caso ad esempio di uno spaccio di
droga.
4) – quali ancora saranno i punti sensibili da
controllare nelle indagini che si riferiscono ad un reato commesso
(ricettazione, spaccio, rapina,ecc.); quale deve
essere il livello del controllo e quali le sue modalità.
5) – il piano deve prevedere negli obiettivi un aumento
ad esempio dell’iniziale 10 per cento degli autori scoperti, impiegando in modo
diverso le modalità di cui sopra;
6) – va indicato altresì perché non si può andare oltre
quella percentuale di aumento della scoperta degli
autori di illeciti;
DIGOS
Gli obiettivi per
1) – qualità e quantità di controllo dei flussi di traffico illecito;
2) – controllo dei punti sensibili e modalità;
3) – Qualità e intensità dei collegamenti con le
forze di polizia e con i privati;
4) – tipologia e numero di capisaldi di sicurezza,;
5) – Rete di intelligence anche con le polizie dei altri Paesi europei
ed extraeuropei.
SCHEMA
DEL PIANO VOLANTI SECONDO
LE ATTIVITA’ OPERATIVE
Il
piano volanti operativo sarà
compilato in funzione degli obiettivi da raggiungere, da individuare nella
diminuzione della commissione di illeciti penali ed amministrativi.
Ciò verrà effettuato prevedendo l’operatività delle volanti
secondo i punti di piano indicati e quindi secondo gli itinerari, il numero di
unità operative, la loro dislocazione ed attività.
In particolare lo
schema dovrà contenere, secondo i punti citati:
1)–
Quali flussi di traffico controllare e come; con quali attività di prevenzione cioè e con quali forze di Polizia;
2)– Le attività produttive da controllare e come; e
inoltre con quale periodicità;
3)– il
controllo dei punti sensibili anche con l’alternanza di volanti di altri settori. Va indicata la periodicità nei vari orari
e turni di servizio e vanno indicate le modalità esecutive; lo schema dovrà
contenere allora il numero di controlli da effettuare,
gli orari e la periodicità.
Dovrà
contenere la pianta e il numero di attività produttive
e i punti sensibili, da individuare con diversa colorazione su un plastico
appositamente preparato.
4)– Modalità di collegamento e numero di collegamenti tra
i settori provinciali di decentramento.
5)– Numero e tipo di collegamento con il poliziotto di
quartiere: luoghi di collegamento e orari.
6)–
Numero e punti di collegamento con la rete investigativa.
7)–
Numero, tipologie e orari di collegamento con le forze speciali di Polizia.
8)– Numero, tipo, periodicità e luoghi di controllo
dei servizi semplici e complessi.
9)–
Numero, tipo, periodicità e luoghi di controllo dei servizi compositi.
10)–
Funzioni dei capisaldi di sicurezza in relazione alle
attività operative concrete.
11)– Modalità di collegamento con altre forze di
sicurezza del settore volanti, in caso di gravi delitti commessi. Vanno previsti allora i luoghi del collegamento, le
modalità, il deflusso e l’intervento per gruppi di volanti automatico in caso di allarme.
12)–
Numero, periodicità di collegamenti con gli organismi laici e religiosi.
13)– Numero e tipo di collegamento nei capisaldi di 4^
specie con volanti di province limitrofe.
14)–
Analisi operativa delle informazioni ricevute dal poliziotto di quartiere per
l’utilizzo da parte delle volanti.
15)–
Modalità di informazione della rete investigativa.
16)- Confronto mensile o bimestrale dei risultati
conseguiti con quelli posti nel piano generale all’inizio dell’anno.
NEL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI
NAPOLI
Il progetto di impiego
della Polizia Municipale nel territorio della provincia di Napoli, può essere
concepito e reso operativo, prevedendo i seguenti aspetti organizzativi:
1) – struttura della sicurezza nel territorio
della città di Napoli
e provincia. Pag. 19
2) – Operatività e pianificazione. 25
3) – Impiego numerico delle forze disponibili. 37
4) –Elaborazione dei dati relativi agli
illeciti di carattere penale ed
amministrativo. 40
5)
– Sperimentazione dei servizi e delle modalità di intervento. 41
L’esame
del progetto segue quindi la citata organizzazione funzionale.
Va detto
primariamente che
questa previsione non è ottimale, perché deve tener conto della situazione
reale delle forze dell’ordine, la quale non è strutturata per prevedere un
collegamento ed un impiego operativo
massimo degli operatori di Polizia, visti i notevoli difetti della struttura di
sicurezza italiana, che impedisce di raggiungere effetti elevati di prevenzione
e di repressione degli illeciti.
Tuttavia
le indicazioni contenute nel presente progetto tendono ad illustrare una operatività, che fa riferimento alla futura
organizzazione prevista nel progetto sicurezza, tendendo a quella ottimale
organizzazione e connessione tra uomini, mezzi e funzioni.
Per
cui pur con questi limiti, il presente progetto costituisce e costruisce un
modello operativo delle forze di Polizia ed in particolare della polizia
municipale di Napoli, certamente superiore a quello attuale; in quanto può
produrre effetti molto positivi per la tutela concreta
della sicurezza dei cittadini e residenti nella città di Napoli, soprattutto in
futuro quando la struttura funzionerà efficacemente per aver corretto tutti i
difetti attuali delle forze dell’ordine.
1) - Struttura della sicurezza nel
territorio di Napoli.
Iniziando
dal primo punto, possiamo prevedere la struttura della sicurezza nell’area
territoriale della città di Napoli e provincia.
Essa
è costituita da:
a) – Forze dell’ordine;
b) – zone di intervento urbano;
c) – capisaldi;
d) – organi di coordinamento.
A) – LE FORZE DELL’ ORDINE
SONO DATE DA:
-
Polizia municipale con sede nel Municipio di Napoli e distaccamenti operativi nelle zone
cittadine.
-
Polizia di Stato con sede
direzionale presso la Questura e Commissariati distaccati;
-
Arma dei carabinieri, presso il gruppo e Comando
Legione.
-
Guardia di Finanza presso il gruppo;.
-
Guardie forestali;
-
Polizie penitenziaria;
-
Vigili del Fuoco.
B) – LE ZONE DI INTERVENTO
Le zone di intervento sono le zone del poliziotto di quartiere
previste dal progetto sicurezza e comprendono le partizioni in cui deve essere
diviso ogni centro urbano, per permettere il controllo del territorio da parte
della Polizia municipale e quindi la previsione e la scoperta di tutti i reati
e illeciti che possono essere commessi da residenti o da persone che non
risiedono nel territorio comunale.
Va
precisato che le zone sono le aree territoriali di competenza di ciascun nucleo
di operatori della polizia municipale.
Quelle aree perciò soggette alla perlustrazione e al
controllo delle pattuglie appiedate e automontate della Polizia municipale.
La
somma delle zone costituisce il settore territoriale di decentramento che
comprende il territorio del Comune di Napoli. Tali zone proseguono fino ai
bordi del settore di decentramento di Napoli come sottosettori di decentramento del
settore di Napoli.
Possono
quindi essere previste le seguenti 5 zone per la città di Napoli.
1^ Zona - S.LUCIA, sul mare: da S. Lucia a Portici:
E’ l’area che si trova tra il mare
da S.Lucia a Portici e che prosegue fino ai bordi del
settore di decentramento dopo il Comune di Arzano e Casoria:
2^ Zona - MARECHIARO, sul mare: da Marechiaro
a S.Lucia
. E’ l’area che si trova tra il mare
da Marechiaro a S.Lucia e
che continua fino ai bordi del settore di decentramento oltre il Comune di Mugnano.
3^ Zona – POZZUOLI, sul mare: da Marechiaro a Pozzuoli e oltre verso il Lido di Licola
. E’ l’area che si trova tra il mare di Pozzuoli e nell’entroterra fino a Quarto e Marano verso il confine di settore di decentramento do Giugliano in Campania.
4^ Zona – PORTICI, sul mare:
Sita sul mare tra Portici e Calastro
5^ Zona – TORRE DEL GRECO, sul
mare:
Sita tra Calastrto
e S.Maria La Bruna
C – CAPISALDI DI SICUREZZA
I capisaldi di
sicurezza delle zone del poliziotto di quartiere sono i centri
dell’area da controllare e quindi i luoghi ove si trovano gli uffici di
stazionamento del poliziotto di quartiere per necessità connesse con il proprio
servizio.
Si tratta quindi di punti di appoggio operativo, ove si possono trovare strumenti per
l’accertamento degli autori del reato o luoghi ove l’operatore di Polizia può
accompagnare eventuali arrestati o fermati per la necessaria identificazione o
per attività di verbalizzazione, perquisizione e
controllo sommario.
Tali capisaldi per le citate zone di
Napoli Comune,
sono di 3^specie e possono essere i seguenti:
a)
– Nella zona 1) S.LUCIA, il caposaldo n. 1A)
sarà costituito da una sede attigua a
quella della Polfer
della Stazione Ferroviaria centrale, ove
si troveranno uffici e apparecchiature tecniche per permettere lo svolgimento
di attività operative della Polizia municipale.
Il controllo viene fatto con
percorso a losanga longitudinalmente
e da nord a sud.
Un secondo caposaldo 1 B) potrà essere ubicato più a nord in
zona PONTI ROSSI.
La
tecnica del controllo è quella della perlustrazione a tenaglia con ritorno sul
caposaldo, con percorso a losanga che spazza tutte le vie del centro
storico.
b)
– Per la zona 2) un primo ufficio del poliziotto di quartiere 2 A)
dovrebbe essere ubicato in zona FUORIGROTTA.
Qui il controllo è fatto con percorso a losanga su due lati,
con percorso allungato in direzione Via Diocleziano e Via Petrarca.
Un secondo caposaldo 2B), si potrebbe ubicare in un
edificio in zona Antignano vicino Viale
Michelangelo e permettere così il
controllo secondo le linee di una losanga disposta da parti opposte fino al limite del settore di decentramento
di Napoli, ove cioè la zona continua con il sottosettore che
termina ai bordi del settore di decentramento di Napoli. Entro il Comune
di Napoli il settore di decentramento Napoli è diviso
quindi in zone, che continuano come sottosettori fino al limite del settore di
decentramento Napoli.
c)
– Per la zona 3 POZZUOLI, il caposaldo n. 3A) può essere ubicato presso
edifici della località Bagnoli ed il controllo viene effettuato con percorso a
losanga e a raggiera; mentre il caposaldo 3B) può essere situato in un edificio
in zona Quarto a Nord, con controllo secondo un percorso a losanghe
che ricadono verticalmente..
d)
– Per la zona 4, PORTICI, il primo caposaldo 4 A) può essere ubicato presso un edificio
in area interna di zona S.Giorgio. Il controllo sarà
a losanga con ritorno sul caposaldo e a raggiera. Un secondo caposaldo potrà essere ubicato in uno stabile sul mare.
e)– Per la zona 5 TORRE DEL GRECO, un primo caposaldo 5
A) può essere ubicato presso un edificio sul lungomare. Qui il controllo fa
fatto con percorso a losanghe
e a raggiera.
– IL COORDINAMENTO DELLE ATTIVITA’ DI SICUREZZA
Il coordinamento delle attività di
sicurezza nei Commissariati di zona è compiuto dai dirigenti delle divisioni componenti ed è attività necessaria, perché permette
l’impiego collegato delle forze di polizia che
vi sono sul territorio del settore di decentramento provinciale.
Ciò è possibile perché le forze di
Polizia con il progetto sicurezza vengono unite in
confederazione e perché le loro attività
vengono organizzate in un unico ufficio
denominato proprio Commissariato di zona per le periferie provinciali e Ufficio
sicurezza provinciale, per i Capoluoghi di provincia.
Tale collegamento ha carattere operativo
perché dai dirigenti vengono pianificate le attività
di sicurezza, attraverso una continua interdipendenza di funzioni che si esprime
con la redazione dei piani
di sicurezza.
Nel caso in questione del Settore di
decentramento della città di Napoli il progetto sicurezza prevede il
coordinamento fatto dalla Direzione dei dirigenti dei Commissariati di zona e
degli uffici sicurezza provinciali, le attuali Questure. Non esiste attualmente una Direzione dei dirigenti, non esistono Commissariati di zona che permettano di
operare assieme e contemporaneamente le forze di Polizia presenti sul
territorio; per cui per attuare quel coordinamento effettivo si può
iniziare creando un organo delle forze
di Polizia che in qualche modo funga da coordinatore delle stesse.
Questo organo potrebbe essere costituito
dal Comandante della Polizia municipale di Napoli e quindi dal Sindaco della
stessa città come dirigente politico. Questo quindi potrebbe essere l’inizio
del coordinamento effettivo che verrà operato in
futuro.
Si tratterebbe altresì di un
coordinamento di fatto compiuto in assenza di una specifica normativa ed
organizzazione che lo prevede, e per fare ciò, per dare un ulteriore
impulso alla esigenza di un coordinamento reale, si potrà utilizzare lo
strumento formale del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza
presieduto dal Prefetto, attraverso la proposta
in ogni riunione di costituire
un organo permanente di coordinamento operativo.
Questo lo si
dice perché prima che il progetto sicurezza venga approvato, passerà del tempo,
per cui si potrà già iniziare con il sistema indicato quel coordinamento
effettivo e quindi ottenere subito dei risultati concreti nella lotta al
crimine comune ed organizzato.
Il coordinamento consiste nel concordare con gli altri Comandanti delle forze di Polizia, una pianificazione, un intervento congiunto nelle varie attività di controllo del territorio e di polizia giudiziaria (P.G.) tra le stesse forze dell’ordine.
Per cui le zone di competenza e questo
stesso piano di sicurezza per la Polizia municipale di Napoli, dovrebbero
essere fatti conoscere ai Comandanti delle Polizie citate, per ottenere una
suddivisione degli interventi operativi ed una intesa
sulle competenze relative ai vari livelli e tipologie di reato.
Per cui potrebbe essere ipotizzato che la
polizia municipale ad esempio abbia certe competenze, evitando che nelle stesse
materie vi siano interventi di altre forze
dell’ordine.
Queste competenze potrebbero essere le
seguenti come si evince dal contenuto del progetto sicurezza
del gruppo “Atlante 2000”:
a) – controllo della circolazione stradale
da riservare esclusivamente
e progressivamente alla Polizia municipale.
b) - Reati di competenza del Tribunale in
composizione monocratica ivi compreso quindi il furto
aggravato e la rapina. Per gli eventuali sviluppi più elevati delle indagini vi
deve essere il successivo collegamento e conseguenzialmente
la prosecuzione delle indagini da parte dei Carabinieri e della Polizia di
Stato nei loro organi specialistici ed eventualmente nei servizi speciali di P.G., quali DIA, ROS, SCO, GICO,
ecc.
c) - Controlli sulle infrazioni
amministrative di competenza anche attualmente della
Polizia municipale.
Questo significa che tutta l’attività di investigazione che riguarda reati di maggiore gravità
anche connessi con la delinquenza organizzata del Sud Italia e del Nord, è
lasciata alla competenza di Carabinieri o Polizia di Stato e Guardia di
Finanza.
Da ciò deriva che il primo intervento sul
luogo del reato o dell’illecito, può essere compiuto dalla Polizia municipale, ma
se da esso emergono elementi più gravi di carattere penale, la prosecuzione
delle indagini viene affidata alla Polizia di Stato, ai Carabinieri o alla
Guardia di Finanza per le specifiche competenze.
Il coordinatore della Polizia municipale
allora ha il compito di far conoscere il piano per la Polizia municipale di Napoli e di concordare gli ambiti di competenza
territoriale con i Comandanti delle altre forze di Polizia. Questo in attesa che venga approvato il progetto sicurezza
nazionale e regionale per la Regione Campania.
Ciò sarà compiuto dal Comandante della Polizia
municipale ed a livello più elevato dal Sindaco, che potrà assumere specifiche intese con il
Questore di Napoli, con il Prefetto di
Napoli e con il Comandante del Comando provinciale di Napoli dei Carabinieri,
anche nell’ambito del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza
pubblica.
La
condizione allora che
consentirà al coordinamento dei servizi di polizia e a questo piano di produrre
i suoi effetti pienamente, è data dalla progressione dalla minima quantità di
forze di Polizia presenti sul territorio, come viene
indicato nel presente piano di
sicurezza, a quella ottimale ugualmente specificata nel paragrafo denominato “3 Impiego numerico delle forze disponibili ed uso della divisa”.
L’ipotesi ridotta potrà essere realizzata
con una circolare del Ministero dell’interno e dei Ministeri da cui dipendono
le altre forze di Polizia, che dispone l’inizio del pensionamento del personale più anziano al fine di
sostituire i poliziotti liberati dai compiti amministrativi, con impiegati civili
e con ditte private incaricate con contratto a termine.
E’ quindi evidente che la nuova struttura
di sicurezza potrà essere
realizzata nella sua interezza, con la traduzione in legge
nazionale del progetto sicurezza nazionale e in leggi regionali dei progetti di
riorganizzazione delle polizie municipali delle varie regioni.
2) – OPERATIVITA’ E PIANIFICAZIONE
Questo
paragrafo si riferisce alla previsione di tutto quel complesso di attività che occorrono per produrre i servizi di
sicurezza, che garantiscono cioè
l’effettiva sicurezza al cittadino e residente sul territorio della città di
Napoli.
Si tratta allora di pianificare tali
attività, di prevederle
in modo ordinato ed efficiente.
L’organizzazione della pianificazione può
allora riguardare:
a) – Flussi di traffico illecito;
b) – Punti sensibili;
c) – Collegamenti con le forze di Polizia;
d) – Collegamenti con i privati che
forniscono merci e servizi al pubblico;
e) – La tecnica del controllo del territorio;
- Gli esempi del controllo del territorio
nella tecnica di osservazione per direttrici e varianti;
f) – Centrale operativa.
a)
– Flussi di traffico illecito
Il piano di controllo del territorio del poliziotto
di quartiere deve tener conto in primo luogo dei flussi di traffico illecito,
per poter individuare e predisporre quelle misure preventive che possano seguire sin dall’inizio l’iniziativa nel territorio
comunale di persone dedite ad attività illecite o le merci e i mezzi
eventualmente utilizzati per la commissione di reati, come nel caso dello
spaccio di stupefacenti, di denaro falso, di persone da impiegare in attività
illecite o nell’esercizio della prostituzione o ancora da introdurre clandestinamente
nel territorio comunale.
Per cui i flussi di traffico illecito per
la città di Napoli possono
essere costituiti da vie stradali, autostradali, ferroviarie e aeree.
Flussi
di traffico stradale
Sono quelli indicati per il progetto
sicurezza settore volanti. Ogni zona indicata avrà la competenza di controllare
i flussi di traffico illecito sulle rotabili comunali e provinciali o statali
che portano ai centri urbani. Ciò verrà fatto
d’intesa con il settore volanti.
ZONA 1 – S.LUCIA:
Flussi
stradali da controllare
Partendo dal lungomare: direttrice
CAPODIMONTE; direttrice PIAZZOLLA; direttrice Via Nuova Poggioreale.
Zona 2 MARECHIARO
Flussi
stradali da controllare: direttrice Via Petrarca e
Via Giulio Cesare.
ZONA
3 – POZZUOLI
Direttrice Villaggio Coccola
e Lido di Licola e direttrice Qualiano
ZONA
4 - PORTICI
Direttrice
Lungo mare e direttrice Somma Vesuviana.
ZONA 5 - TORRE DEL GRECO
Direttrice
lungo mare
FLUSSI
DI TRAFFICO AUTOSTRADALE
Il controllo di questi flussi di traffico
è di competenza della prima divisione settore volanti
per i percorsi esterni ai centri urbani. Tuttavia per le arterie autostradali
che si inseriscono nel tessuto urbano, tale controllo
è devoluto alla Polizia Municipale, d’intesa con il settore volanti, in modo da
costituire una continuità operativa con tale area delle forze dell’ordine.
In particolare tali controlli per la
città di Napoli interessano la Polizia municipale della zona 1 – 2 – 3 con riferimento al
flusso autostradale che proviene dall’autostrada ROMA – NAPOLI e NAPOLI - AVELLINO.
Riguarderanno la zona 4 – 5 per quanto concerne
le uscite e gli accessi alla autostrada NAPOLI - SALERNO.
FLUSSI
DI TRAFFICO FERROVIARIO.
Per controllare il traffico ferroviario è
necessario che il controllo delle merci e delle persone sia riferito alle seguenti zone:
ZONA 1 – S.LUCIA
Scalo ferroviario Stazione Napoli Centrale, a cura degli
operatori del caposaldo 1 A) sito presso la stessa stazione. Tali operatori effettueranno il controllo
riferito ai convogli ferroviari, alle stazioni e alle adiacenze e sarà
operato sui viaggiatori e sulle merci
che transitano sui convogli.
Vi saranno delle intese con la
polizia ferroviaria della Polizia di Stato che controlla le persone sui convogli
ferroviari e le merci con riferimento alla competenza della polizia municipale
che si riferisce ai reati minori puniti con la reclusione fino a quattro anni
di carcere e alle violazioni amministrative.
Nel senso che violazioni di più
grave entità saranno comunicate alla Polizia
ferroviaria competente per territorio.
In questo modo si determinerà la
continuità operativa tra la Polizia municipale e la Polizia di Stato sul
territorio, in modo cioè che il controllo sia continuo
in ogni ambito urbano ed extraurbano.
Vi è poi in zona 1) un altro scalo: si
tratta di stazione Cumana Montesanto.
2^ ZONA
Stazione Cumana
Fuorigrotta e Stazione Cumana Corso Vittorio Emanuele
Stazione Cumana
di Agnano
3^ ZONA
Stazione di Pozzuoli
4^ ZONA
Stazione Portici
5^ ZONA
Stazione Torre del Greco
FLUSSI DI
TRAFFICIO AEREO
Come nel caso dei flussi di traffico
ferroviario e stradale, quello del settore aereo riguarderà i minori reati di
competenza del Tribunale in composizione monocratica fino a quattro anni
di reclusione e le violazioni
amministrative. Per le ipotesi di reato superiori dovrà essere informata la
Polizia di frontiera aerea della Polizia di Stato.
1^ ZONA - S. LUCIA
Aeroporto Napoli Capodichino
b)
– Punti sensibili
I punti sensibili sono le aree pubbliche
e private che devono essere salvaguardate in modo particolare, perché luoghi
ove si radunano più persone e soggetti quindi ad essere oggetto di illeciti penali
ed amministrativi.
Di questi punti sensibili vanno redatte
delle piante organiche, in modo da permettere all’operatore di polizia di
individuarne subito il luogo e la possibilità più celere di
raggiungerli, anche cercando le modalità per un loro controllo multiplo.
Le piante quindi dovranno essere
possedute ed utilizzate
da parte dei vari poliziotti di quartiere durante il loro servizio.
Possono quindi essere individuati,
facendo riferimento al territorio urbano di Napoli i seguenti punti sensibili:
1^
ZONA – S.LUCIA: PUNTI SENSIBILI
-
Palazzo
reale – Museo Capodimonte;
-
Museo
Nazionale di Via degli Scalzi;
-
Orto
botanico;
-
Castel
Capuano;
-
Piazza
Dante;
-
Poste
e telegrafi di Via
Monte Oliveto;
-
Università
di Corso
Umberto 1°;
-
Archivio
di Stato di Via Papasso;
-
Lungomare
Via Cristoforo Colombo;
-
Stazione
centrale;
-
Stazione
marittima;
-
farmacie (per individuare persone che acquistano
stupefacenti o siringhe)
-
Ufficio
postale (controllo
al fine di prevenire eventuali rapine)
-
Istituti
di credito (controllo
al fine di evitare eventuali rapine)
-
Hotels
(furti e danneggiamenti)
-
1
Cinema (spaccio
stupefacenti, furti su auto e di auto, danneggiamenti)
-
mercati ( furti, truffe, furti con destrezza,
ecc.)
-
Bar,
ristoranti, negozi di generi vari, ecc.
2^ ZONA - MARECHIARO: PUNTI SENSIBILI
-
Villa
Floridiana,
-
Lungomare
Caracciolo;
-
Zona
Petraio;
-
Stadio
S.Paolo;
-
Mostra
d’oltremare;
-
Centro
Coni di discesa Cordoglio;
-
Ospedale
Cardarelli;
-
Zona
pianura;
-
Politecnico
di Via Giulio Cesare;
-
Gli
altri punti sensibili indicati per la prima zona.
3^ ZONA POZZUOLI: PUNTI SENSIBILI
-
Bagnoli
centro siderurgico;
-
Pozzuoli
lungomare;
-
Edifici
della zona Lido di Napoli;
-
Località
di Bacoli;
-
Gli
altri punti sensibili indicati per la prima zona.
4^ ZONA - PORTICI: PUNTI
SENSIBILI
-
Edifici
pubblici e privati siti sul lungomare;
-
Gli
altri punti sensibili indicati per la zona 1.
5^ ZONA – TORRE DEL
GRECO: PUNTI
SENSIBILI
-
Edifici
pubblici e privati siti sul lungomare;
-
Gli
altri punti sensibili indicati per la zona 1.
C)
- COLLEGAMENTI CON LE FORZE DI POLIZIA
I collegamenti sono importanti nelle attività di
polizia perché mettono in contatto le funzioni di controllo del territorio
delle varie forze dell’ordine.
Nel progetto sicurezza del gruppo
“Atlante 2000” per la regione Veneto, tale collegamento è compiuto con il piano
di sicurezza che unisce le stesse nell’Ufficio sicurezza provinciale
(l’attuale Questura) e nei Commissariati
di zona dei settori di decentramento provinciali.
Lo stesso piano unisce tutte le
attività e le coordina, ivi comprese quelle delle
forze speciali quali la Finanza, le Guardie forestali, la Polizia di frontiera,
la polizia ferroviaria e la polizia penitenziaria.
Non essendo questa la situazione
attuale e in previsione della futura pianificazione, da attuare secondo i
criteri del progetto sicurezza nazionale, occorre sostituire la pianificazione
inesistente con dei collegamenti virtuali che opera la Polizia municipale,
essendo direttamente
interessata alla sicurezza concreta per la città di Napoli, nei confronti di
Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia penitenziaria, Guardie
forestali e Vigili del Fuoco.
1) – Collegamenti con la Polizia di Stato
Periodicamente e quindi con celerità da
concordare con la Questura di Napoli, la Polizia municipale si recherà presso la stessa per
informare i suoi dirigenti sulle attività illecite scoperte dalla Polizia municipale, che
possono nascondere una gravità maggiore e conseguenzialmente
necessitano l’impiego delle forze di polizia investigative della Questura e
dei Commissariati o quelle ancora
superiori della DIA, SCO del Ministero dell’interno.
Secondo accordi da stabilire con la Questura di
Genova, si può prevedere che tali collegamenti per comodità o celerità di
servizio, possano essere compiuti anche nei capisaldi del poliziotto di
quartiere delle 5 zone, in cui è stato diviso il territorio di Genova.
Nei capisaldi cioè
le volanti della Polizia di stato potrebbero essere collegate con le unità
poliziotto di quartiere e scambiare le informazioni, concordando le azioni di
prevenzione e di repressione più idonee per fronteggiare i vari fenomeni
criminosi.
2) – Collegamento con i Carabinieri
Avendo gli stessi compiti della Polizia
di Stato, i Carabinieri potranno essere messi in comunicazione con la Polizia
Municipale attraverso il Gruppo dei Carabinieri di Napoli o come per
la Polizia di Stato, attraverso i capisaldi
di Napoli, che potranno essere utili per le indagini da iniziare o già iniziate dai Carabinieri.
Sarebbe tuttavia opportuno concordare con
i Carabinieri la loro area di intervento territoriale,
che potrebbe essere quella parte della
città che comprende il gruppo dei
carabinieri, mentre l’altra potrebbe essere lasciata alla competenza della
Polizia di Stato.
Cosicché per quei fatti delittuosi che
possono far prevedere una maggiore gravità, i collegamenti nei capisaldi vicini
al gruppo dei CC
potrebbero essere compiuti solo con i Carabinieri, mentre quelli delle
altre zone potrebbero essere effettuati solo con la Polizia di Stato. In modo cioè da dividere il collegamento con Polizia di Stato e
Carabinieri in due parti, corrispondenti
alla divisione del territorio del Comune di Napoli in due aree corrispondenti ai reati da comunicare ai
Carabinieri e alla Polizia di Stato.
Per cui i collegamenti con la Polizia di
Stato potrebbero riferirsi
agli illeciti scoperti dalla
Polizia municipale che opera nei capisaldi delle zone 1 – 2 – 4. Cosicché gli
operatori della Polizia municipale di queste zone avrebbero collegamenti solo
con la Polizia di Stato. Mentre i collegamenti della Polizia Municipale
con i carabinieri riguarderebbe esclusivamente gli
operatori che effettuano servizio nelle zone 3 – 5. Questi operatori della
Polizia municipale avranno collegamenti per i fatti delittuosi accertati in
servizio solo con i Carabinieri del Gruppo o degli altri Reparti degli stessi.
3) - Collegamento con la Guardia di Finanza
-
Il
collegamento con la Guardia di Finanza da compiere nel comando relativo, è
importante ed interessa tutte le zone di Genova. Lo stesso
dicasi per le Guardie forestali e i Vigili del Fuoco.
E’ bene precisare che questa
attività preliminare tendente ad un effettivo coordinamento operativo,
per avere una certa efficacia, dovrebbe condurre alla compilazione di piani di
intervento delle 7 forze di Polizia da redigere secondo i criteri del progetto
sicurezza, che potrebbero essere redatti ancora prima dell’approvazione in
Parlamento del progetto sicurezza, proprio dai dirigenti delle 7 forze di
Polizia, che operano sul territorio della città e provincia di Napoli. L’organo
che indica politicamente la necessità di compilare i piani sicurezza potrebbe essere
il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza presieduto dal Prefetto.
E’ evidente che si tratta di una
pianificazione certamente insufficiente perché per la sua validità occorre
attuare il progetto sicurezza, che corregge il primo e più grande dei difetti
della struttura di sicurezza italiana, costituito
dall’impiego anomalo di personale di polizia sul territorio. Con il progetto
sicurezza infatti le unità volanti di due uomini per
la città di Napoli dovrebbero essere 120 e le unità poliziotto di quartiere di
due uomini dovrebbero essere ugualmente 120.
La pianificazione tuttavia predispone la
nuova sistematica tecnica di organizzazione dei
servizi di polizia, e quindi essere utile comunque. Potrebbe così riguardare in questa prima fase solo
il territorio provinciale secondo i vari
settori di decentramento che qui sono stati indicati.
La più complessa pianificazione di
coordinamento regionale e interregionale verrebbe
quindi lasciata al momento in cui il progetto sicurezza diverrà legge dello
Stato e il progetto polizia municipale per la Regione Campania diverrà legge regionale.
D)
– COLLEGAMENTI CON I PRIVATI CHE
FORNISCONO SERVIZI E MERCI AL PUBBLICO.
E’ importante poi il collegamento con i
privati che forniscono servizi al pubblico, per trarre dalle informazioni
relative quelle indicazioni che possono aiutare la scoperta o la prevenzione di reati che vengono commessi all’interno del
territorio del Comune di Napoli.
ZONA 1 - 2 – 3 – 4 – 5
In tutte le 5 zone andranno tenuti
collegamenti con:
-
il servizio taxi;
-
le rivendite di giornali;
-
bar;
-
ristoranti;
-
alberghi;
-
i negozi di oggetti vari;
-
i negozi di generi alimentari.
-
noleggi biciclette;
- pompe di benzina;
-
Chiese
(per le informazioni di persone bisognose di assistenza
e di soccorso, dato che la Polizia municipale ha anche la funzione di pubblica
sicurezza che comporta l’aiuto e soccorso per chi si trovi in situazioni di
difficoltà. Ma il contatto con gli organismi religiosi può anche essere utile
per conoscere eventuali persone indigenti di altri
paesi stranieri non in regola con i permessi di soggiorno).
-
Ufficio
informazioni (per individuare chi con fare sospetto ha chiesto indicazioni su
alloggi e case in affitto);
-
autonoleggi (per informazioni su persone che hanno
noleggiato veicoli consegnando documenti falsi);
-
motoneleggi;
-
campeggi; ecc.
Ciò al fine di avere una prima
indicazione di
eventuali persone sospette o di attività svolte da esse che non siano legali.
E) –LA
TECNICA DEL CONTROLLO DEL TERRITORIO
La tecnica del controllo del territorio è
quella che più è utile per individuare la commissione di attività
illecite, sia nella loro fase preparatoria che in quella esecutiva.
Si possono così individuare i seguenti
elementi che costituiscono la tecnica del controllo del territorio da parte del poliziotto di quartiere della città di Napoli.
1) – attività informativa con
. annotazione dei dati
. pianta dei punti di informazione;
. collegamenti con precedenti indizi.
2) – Osservazione diretta secondo le
informazioni ricevute o secondo l’intuito personale.
3)
–
indagine e perlustrazione a tenaglia per linee variabili con ritorno sul caposaldo.
1) – Attività informativa
Il primo punto della tecnica del
controllo del territorio è di fondamentale importanza perché permette di
ottenere gli strumenti
che portano alla scoperta
delle attività illecite anche nella
necessaria prevenzione.
La prevenzione che deriva dal controllo
scientifico del territorio è una diretta sua conseguenza e quindi permette di
costituire il deterrente per molte attività illecite che così non possono venir
commesse.
Si tratta dell’informazione che va
acquisita da tutti gli indicatori indicati nel paragrafo precedente; vale a
dire tutti quegli operatori che forniscono servizi e merci al pubblico, i quali
possono dare quelle indicazioni che conferiscono degli elementi tali
da individuare da parte del poliziotto di quartiere, le possibili attività
illecite.
L’attività informativa sulle attività
illecite, va quindi acquisita da tutte le fonti di informazione
citate.
Queste informazioni vanno accertate dagli
operatori di polizia giudiziaria e vanno catalogate per vagliare la loro
attendibilità e la loro idoneità a far individuare le
attività illecite.
Per cui è opportuno e utile che gli
operatori abbiano a disposizione una pianta dei punti di informazione
cui essi accedono nel corso del servizio sul territorio.
Tale pianta non sarà fissa ma variabile
in funzione della variabilità delle fonti di informazione
e della loro attendibilità.
Naturalmente tali informazioni vanno
collegate con precedenti indizi in possesso dell’operatore di Polizia, che gli permetteranno di organizzare il piano di controllo del
territorio, finalizzato alla individuazione e alla prevenzione delle attività
illecite di carattere penale ed amministrativo.
2) – Osservazione diretta
La tecnica del controllo del territorio
ha bisogno poi della sua attività operativa, che è data
dalla osservazione permessa dalle informazioni ricevute e dall’intuito
personale.
Tuttavia è bene dirlo che anche l’intuito più elevato ha sempre
bisogno di una adeguata informazione.
L’osservazione è allora indirizzata dalle
informazioni ricevute che
orientano così l’operatore di Polizia nella scoperta degli autori degli
illeciti penali o amministrativi.
Le informazioni permettono cioè di puntualizzare l’attenzione sugli elementi che più possono dare la prova dei reati ed
altri illeciti che vengono commessi.
Ciò vale per gli oggetti che
riguardano lo spaccio di stupefacenti, le persone che esercitano la
prostituzione, i danni che vengono portati a carico della proprietà e degli oggetti
posseduti da qualsiasi persona.
3) – La perlustrazione a tenaglia
L’operatività dell’osservazione è poi
ottenuta con la sistematica della tenaglia con ricaduta sul caposaldo.
Vale a dire che
partendo da uno dei capisaldi indicati, l’operatore della Polizia
municipale con percorso a losanga si
allontana da esso e vi ritorna attraverso la direttrice dell’altro lato della
losanga, in un certo intervallo di tempo.
La tenaglia ha quindi direttrici
variabili in modo da spazzare e controllare tutte le 6 zone in questo caso.
La perlustrazione a tenaglia può quindi
avvenire per cerchi concentrici via più piccoli o a losanga con la linea delle losanghe
accentrata, diradata, longitudinale o disposta a raggiera.
F) CENTRALE
OPERATIVA
Per le operazioni di controllo del territorio
effettuate dalla Polizia municipale è necessaria
l’operatività di una unica centrale operativa, che sarà ubicata presso la sede
centrale della stessa sita nel Municipio di Napoli.
Tale centrale deve essere collegata con i
capisaldi delle 5 zone e con quelli, al fine di dare le direttive di
coordinamento a tutti gli operatori della Polizia municipale che siano impegnati in
attività di controllo del territorio, avendo individuato gli autori di illeciti
penali ed amministrativi.
La centrale operativa dovrebbe essere
unica per tutte le forze dell’ordine di Napoli, tuttavia non potendo essere
realizzata questa condizione se non dopo la traduzione in legge del progetto
sicurezza nazionale, per la presenza di centrali dei Carabinieri, della Polizia
di Stato e della Finanza, sarebbe utile che la centrale della polizia
municipale fosse collegata con quella dei Carabinieri e della Polizia di Stato,
oltre che a quella della Guardia di Finanza, al fine di disciplinare gli
interventi sul territorio almeno per quanto si riferisce a quelli congiunti della Polizia
Municipale con le varie forze di
Polizia.
Ciò sarebbe il preludio dell’inizio
dell’operatività di una unica centrale operativa per
tutte le forze dell’ordine.
3 –
IMPIEGO NUMERICO DELLE FORZE DISPONIBILI ED USO DELLA DIVISA
Per
ottenere un sufficiente controllo del territorio, occorre partire da una ipotesi iniziale da modificare con il passare del tempo
e sulla scorta dell’esperienza dei servizi, al fine di giungere ad un
dimensionamento dei servizi, che sia quello necessario e più giusto per la salvaguardia del
territorio comunale.
Vale a dire
che si dovrà tendere ad una dimensione numerica che non sia eccessiva, ma
nemmeno troppo insufficiente.
Per cui si possono ipotizzare due
ipotesi iniziali; la prima è una ipotesi media per le 5 zone in cui è stato ripartito il
Comune di Napoli, che prevede l’operatività contemporanea di 4 pattuglie della
Polizia municipale per ogni zona (2 per
ogni caposaldo), la seconda è una ipotesi
ridotta nel caso in cui non si potesse reperire il personale previsto
per la prima e prevede l’impiego del personale ridotto del 30 per
cento. Tuttavia è sempre una ipotesi valida perché si
prevede l’impiego di una unità operativa di 2 uomini ogni 15.000 abitanti.
Infine presentiamo l’ipotesi ottimale
che deriva dal progetto sicurezza nazionale e che sarà la garanzia del
controllo capillare del territorio, in grado di far regredire progressivamente
al minimo fisiologico il crimine comune.
Per quello organizzato occorrerà
adottare gli altri rimedi indicati nel progetto sicurezza nazionale, che si
riferiscono anche alla collaborazione con le forze armate.
IPOTESI MEDIA
Area
urbana del Comune di NAPOLI
4
pattuglie di 2 uomini = 8 u.o.(unità
operative)
8 u.o. X 9 capisaldi delle 5 zone = 72 u.o.
72 u.o. X 5 turni = 360 u.o.
più 15% circa per ferie e malattie = 54
unità
Totale
area urbana 414
unità
Poliziotto
di quartiere 414
Controllo
della circolazione stradale 414
Controlli
amministrativi
di carattere operativo 414
TOTALE
1.242
IPOTESI
RIDOTTA
Poliziotto
di quartiere 280
Controllo
della circolazione stradale 280
Controlli
operativi di
Carattere
amministrativo 280
TOTALE 840
Va tenuto
presente che sia nella prima che nella seconda ipotesi
tutti gli appartenenti alla Polizia municipale vengono impiegati in servizi
operativi, con esclusione di quelli di carattere amministrativo, burocratico o
logistico.
IPOTESI OTTIMALE PREVISTA DAL PROGETTO
SICUREZZA
Area
urbana del Comune di NAPOLI
12
pattuglie di 2 uomini = 24 u.o.(unità
operative)
24 u.o. X 9 capisaldi delle 5 zone = 216 u.o.
216 u.o. X 5 turni = 1.080 u.o.
più 15% circa per ferie e malattie = 160
unità
Totale
area urbana 1.240
unità poliziotto di quartiere
Poliziotto
di quartiere 1.240
Controllo
della circolazione stradale 1.000
Controlli
operativi di
Carattere
amministrativo 2.240
TOTALE 4.480
SERVIZI
IN DIVISA E IN BORGHESE
Per esigenze di riservatezza è bene che i
servizi di polizia giudiziaria del poliziotto di quartiere vengano
svolti principalmente in borghese, per cui il 70 % potranno essere disimpegnati in divisa e il 30 % in divisa.
Mentre il controllo della circolazione stradale
potrà essere svolto in divisa per il 70 % e in
borghese il rimanente 30 %.
La stessa percentuale indicata per i servizi di polizia
giudiziaria potrà essere applicata ai servizi operativi di carattere
amministrativo di competenza della polizia municipale.
4) –
ELABORAZIONE DEI DATI RELATIVI ALLA CRIMINALITA’ ED AGLI ILLECITI AMMINISTRATIVI
Tutti i dati concernenti
la criminalità, i fatti delittuosi cioè commessi nell’area urbana di
Napoli e del suo settore di decentramento, vanno registrati nei computer al
fine della loro elaborazione, che aiuti ad individuare illeciti simili in
futuro.
La registrazione va estesa agli illeciti
amministrativi tra cui vi sono fatti delittuosi che sono stati di recente depenalizzati.
Ciò potrà avvenire con la prima
introduzione dei dati da parte della polizia municipale al momento della
constatazione degli illeciti.
Successivamente tali fatti verranno divisi secondo le
modalità di commissione, in modo da poter individuare i luoghi ove più facilmente vengono commessi, perché lì si trovano gli
strumenti che facilitano l’attività delittuosa.
Vanno catalogati i fatti delittuosi
secondo gli oggetti utilizzati, per risalire alla fonte di approvvigionamento di tali strumenti e quindi individuare la
fonte, l’inizio dell’attività esecutiva del reato.
Ciò ha finalità preventive e di deterrenza, perché la conoscenza delle fonti degli
strumenti utilizzati previene il crimine e permette di individuare anche i
fiancheggiatori e successivamente i ricettatori.
Così è possibile elaborare l’evoluzione
del crimine e quindi prevedere le nuove forme di reato che hanno origine da
quelle primarie; comportando ciò la previsione della commissione di illeciti anche nelle nuove e più elevate modalità di
esecuzione.
E’ importante questo studio allora anche per elaborare i dati
sulla criminalità scoperta dal poliziotto di quartiere, per prevedere quindi l’aumento dei reati
commessi in occasione di particolari manifestazioni e ricorrenze.
Ciò permette di potenziare le forze in
determinati luoghi e di prevedere gli elementi da controllare con maggiore
frequenza ed intensità, in quanto presumibili oggetto
di attività delittuose.
L’elaborazione dei dati col computer
permetterà di prevedere i flussi di traffico illecito e la loro variazione in
relazione alla presenza di reati
commessi in queste zone e da parte di
soggetti di varia nazionalità.
Come pure la previsione dei fatti
delittuosi potrà essere effettuata con una analisi dei
dati delinquenziali che derivano dal controllo di certi punti sensibili
piuttosto che di altri.
5) – SPERIMENTAZIONE DEI SERVIZI E DELLE
MODALITA’ DI INTERVENTO
Tutti i servizi e le modalità di intervento vanno
sperimentati per ottenere una ottimale qualità dei servizi anche dal punto di
vista del numero degli addetti più
valido, per l’espletamento degli stessi.
Si tratta cioè
di prevedere le attività operative più idonee per fronteggiare le attività
criminose. Quindi la sperimentazione avverrà per
oggetto:
a) – il numero di pattuglie e dei loro componenti nelle varie zone e nei vari turni per vedere se
sono più utili i servizi diurni o notturni con una certa concentrazione di
forze.
b) – La variazione della tecnica della informazione dagli operatori che offrono servizi al
pubblico, al fine di ottenere una sistematica dell’informazione sempre più
elevata.
c) – La variazione della tecnica
dell’osservazione secondo
le indicazioni date dalle fonti di informazione.
La tecnica dell’osservazione riguarda anche
il sistema che produce attività operativa di scoperta, ottenuta anche con una
diversa annotazione dei dati e collegamento con precedenti indizi.
d) – Va poi sperimentata l’indagine a
tenaglia per
direttrici variabili, al fine di ottenere un sistema sempre più valido di
controllo del territorio, in modo che l’area venga spazzata non lasciando
alcun elemento sul territorio che non risulti ispezionato e analizzato
dal punto di vista del collegamento con determinate attività delittuose.
UFFICIO SICUREZZA
PROVINCIALE
2^ DIVISIONE –
POLIZIA INVESTIGATIVA
PIANI DI SICUREZZA PER:
A.
– Ufficio
DIGOS
B.
– Ufficio
Squadra mobile
Questa divisione
in uffici deve riguardare sia la Polizia di Stato che
i Carabinieri, le cui forze faranno parte delle due divisioni che verranno
dirette da un Ufficiale dei carabinieri e da un Funzionario della Polizia di
Stato a turno per periodi da stabilirsi e corrispondenti all’anno solare o a
multipli dello stesso.
Come per i piani
di prevenzione della prima divisione e del poliziotto di quartiere, anche
quelli della Polizia investigativa, dovranno prevedere una organizzazione
per punti funzionali:
a.
– I flussi di
traffico;
b.
– I punti
sensibili e le aree produttive da controllare;
c.
– i collegamenti
sui capisaldi o negli uffici del poliziotto di quartiere.
Naturalmente
dovranno essere individuati i nuclei investigativi preposti alle attività di indagine, nei vari settori di decentramento provinciale e
quindi nell’ufficio di coordinamento dei settori medesimi.
In generale si può
affermare che i flussi di traffico interessano la rete investigativa, perché la
loro analisi particolareggiata permette di individuare i flussi di traffico
illecito regionale, nazionale e internazionale.
I punti sensibili
della vita sociale e produttiva vengono analizzati
dalla rete investigativa, con riferimento a reati che abbisognano di indagini
prolungate e complesse.
Il collegamento
della rete investigativa con le altre di carattere preventivo
ed amministrativo operativo, deve giungere all’obiettivo di acquisire le
informazioni necessarie per le indagini. Da questo deriva la necessità di un
continuo collegamento con la rete di volanti e del poliziotto di quartiere; nonché con le forze speciali dello strumento di sicurezza.
La rete
investigativa deve comunque disporre di una
possibilità autonoma di acquisire informazioni attraverso la propria struttura
che utilizza informatori, infiltrati, agenti che provocano l’occasione per la
scoperta di reati particolarmente gravi.
Come per gli altri
piani quello della Polizia investigativa, prevede le forze e le funzioni
necessarie per raggiungere gli obiettivi della maggiore possibilità di
individuare gli autori di illeciti penali.
A.
– UFFICIO
DIGOS
a.
– I flussi di
traffico
Il
controllo dei flussi di traffico per individuare l’origine di molte attività
delittuose dirette a destabilizzare lo Stato con azioni di criminalità
organizzata e di terrorismo interno ed internazionale, verrà
effettuato dalla DIGOS di ciascun ufficio sicurezza provinciale, con
professionalità e competenza di livello elevato nelle aree investigative
citate.
Nello
svolgere queste funzioni le DIGOS terranno collegamenti operativi ed
organizzativi, con le squadre mobili della stessa seconda divisione.
I
flussi di traffico sono quelli indicati per la rete di volanti, ma con
estensione spaziale superiore alla circoscrizione provinciale e riferita quindi
al territorio regionale e poi ultraregionale, ma
acquisiti con il collegamento con le DIGOS e squadre mobili di altre province e
regioni.
Quindi le
unità operative dell’ufficio sicurezza provinciale della DIGOS saranno
collegate con quelle delle altre DIGOS della Regione Emilia in questo caso.
L’analisi
dei flussi di traffico da parte della DIGOS, è
finalizzata a scoprire le vie nazionali, regionali e internazionali percorse
dalla criminalità organizzata e dai movimenti terroristici nazionali o
stranieri.
Dovranno
essere previste periodiche riunioni allora delle unità operative degli uffici
DIGOS delle varie province della Campania.
Potranno essere così analizzate le vie di traffico
seguite dalla criminalità per il
riciclaggio del denaro sporco ad esempio, per lo spaccio degli stupefacenti,
per il racket delle diverse attività illecite, ecc.
La
DIGOS diviene allora l’organo che fornisce lo schema della produzione criminosa
organizzata che esiste in un determinato territorio provinciale.
Fornisce
cioè alla squadra mobile i canali entro i quali
operare per le indagini immediate e per quelle a lungo termine di carattere
complesso.
Ha
compiti specifici in materia di reati di terrorismo e di destabilizzazione
interna per effetto delle organizzazioni criminose di carattere organizzato.
Questo
significa che oltre a perseguire la finalità di produrre lo schema dei flussi
di traffico che interessano la commissione di illeciti
di carattere terroristico o della criminalità organizzata, ha anche quella di
dare alla struttura di intervento
di
intervento immediato, quale è la Squadra nobile, uno strumento organizzativo di
carattere operativo, uno schema che individui la mappa provinciale dei
possibili poli di criminalità organizzata.
Questo
schema delle potenzialità criminose in una certa regione provinciale, facilita
il compito di indagine immediata che deve compiere la
Squadra mobile nel caso di commissione di determinati reati di tipologia
comune, ma che sono frutto di un tessuto delinquenziale organizzato che è stato
individuato nella sua struttura dalla DIGOS.
b.
– Il controllo dei punti sensibili e delle attività produttive da parte
della DIGOS.
Per l’ufficio DOGOS i punti sensibili e le attività produttive, vanno
controllate con riferimento alla specifica attività di repressione di reati di
terrorismo e della criminalità organizzata, diretti a destabilizzare l’ordinamento
giuridico.
Anche in questo
caso si tratta di creare lo schema dei controlli dei vari punti sensibili ed
attività produttive, che può poi essere utilizzato e
perfezionato dalla squadra mobile.
Si tratta di uno
schema variabile, che è completo per le finalità della DIGOS
e incompleto per la squadra mobile, la quale lo completerà in relazione
alle sue specifiche attività
Lo schema dei
flussi di traffico dovrà essere collegato con quello dei punti sensibili ed
aree produttive.
1.
– Le azioni
terroristiche avranno un loro flusso di traffico ad esempio e dei punti
sensibili o aree produttive da controllare.
Si può quindi
affermare che i flussi di traffico si congiungono o si innestano
nei punti sensibili.
Il flusso dei beni
economici ad esempio occorrenti, si innesta nel punto
sensibile delle tipografie e delle aree produttive di esplosivo ove spendere il
denaro; e così per gli altri elementi indicati.
1.
– Lo spaccio
di droga.
Per l’intervento
della DIGOS deve trattarsi di delitti di spaccio di
stupefacenti o di latro tipo che investono ambiti spaziali estesi e tali da
portare nocumento e destabilizzazione all’ordinamento democratico.
Il flusso di
traffico dello spaccio di sostanze stupefacenti si innesta
ad esempio con i punti sensibili ed aree produttive, con le zone di
collocazione della droga e poi con i punti di riciclaggio del denaro illecito
acquisito.
Per scoprire tali
collegamenti occorrerà l’intesa tra la varie reti
investigative provinciali, regionali e di settore di decentramento
nazionale.
In questo caso
l’ambito spaziale è perlomeno quello regionale, ma sarà utile l’intesa e
l’operatività congiunta con l’ufficio sicurezza provinciale.
d)
– I
collegamenti della DIGOS con le altre reti investigative e preventive.
I collegamenti
della DIGOS vanno allora tenuti con tutti i servizi di prevenzione e
repressione, al fine di acquisire quelle informazioni, che verranno
valutate per mezzo di computer, unitamente a quelle assunte dallo stesso
ufficio DIGOS.
Il computer darà
le indicazioni sulle aree da cui possono provenire gli illeciti attraverso la
valutazione delle informazioni provenienti dalle varie reti preventive e
repressive.
Devono essere
previsti nel piano sicurezza, i collegamenti di unità
operative della DIGOS con analoghe unità della rete di volanti, del poliziotto
di quartiere e delle specialità, nonché della rete repressiva.
Per Napoli si può
prevedere nel capoluogo un certo numero di unità
operative adibite alle operazioni di collegamento con:
Vi saranno poi
degli operatori per ciascun turno di servizio, che appronteranno
le elaborazioni delle notizie e informazioni ricevute dalle varie reti,
attraverso il computer, per restituirle alle unità operative che operano nei
vari punti sensibili ed aree produttive.
Questi operatori
usufruiranno naturalmente di tutti gli strumenti tecnici più idonei per
rilevare le informazioni.
Ciò sarà riferito
agli elaboratori delle informazioni al computer e agli operatori che
materialmente acquisiscono le informazioni sul territorio provinciale.
A.
– UFFICIO
SQUADRA MOBILE
a) – Controllo
dei flussi di traffico
Il controllo dei
flussi di traffico della squadra mobile è diretto a ricercare ed effettuate specifiche indagini per i vari reati commessi,
utilizzando i canali informativi forniti dalla DIGOS.
Sui tratterà cioè di indagini finalizzate a individuare lo specifico
flusso di traffico seguito dai criminali.
Il controllo in
argomento è quindi diretto alla raccolta delle fonti di prova relative ad
indagini complesse, per reati flagranti e non flagranti, per i quali sia più o meno laboriosa la ricerca dei colpevoli.
Sulla base dei
canali individuati dalla DIGOS, la squadra mobile determinerà piste
investigative specifiche con propri operatori, su cui basare le indagini
complesse.
b) – Punti
sensibili e attività produttive
Le indagini
seguiranno lo schema iniziale redatto dalla DIGOS. Ciascun
specifico elemento di questo schema va poi analizzato ed elaborato
operativamente dall’ufficio squadra mobile.
Per
cui i punti sensibili andranno specificati in relazione ad un certo reato
commesso.
Lo spaccio di
droga locale potrà trovare allora le indicazioni generali del flusso del
traffico di stupefacenti e dei punti sensibili,
prodotte dalla DIGOS.
Dovrà essere
individuato dalla squadra mobile, nell’ambito del punto sensibile ad esempio
scuole o circoli, quale scuola o quale circolo o quale
banca sono interessati al fenomeno criminoso di cui si è scoperta la
commissione.
Andrà effettuato quindi per ogni reato ricorrente dalla squadra
mobile, uno schema particolare dei punti sensibili e delle aree produttive, che
completi lo schema generale della DIGOS e che possa così essere utilizzato ogni
qual volta venga commesso un certo reato.
ESEMPIO: Rapina
di oggetti preziosi
DIGOS
SQUADRA MOBILE
a.
– Collegamenti
Anche per la squadra mobile vi sarà l’analisi delle
informazioni con il computer e l’articolazione per ogni tipo di reato dei
flussi di traffico, dei punti sensibili e dei collegamenti, procedendo poi al
confronto dei risultati ottenuti con quelli acquisiti in periodi precedenti.
Le informazioni
acquisite dalla rete investigativa nei vari punti
sensibili, vanno inviate alle unità operative di collegamento che elaborano i
dati raccolti e li restituiscono completati con le ulteriori informazioni
ricevute dalle reti preventive e investigative con cui sono collegati.
I dati di informazione vengono così aggiustati per fasi successive,
fino alla completa scoperta da parte delle unità di indagine degli autori degli
illeciti e delle modalità di commissione degli stessi.
Il piano della
squadra mobile e della DIGOS, riguarderà allora per i vari tipi di reato,
l’indicazione dei flussi di traffico, dei punti sensibili e dei collegamenti,
con le considerazioni sull’organizzazione dei piani precedenti che ha portato a
risultati più o meno elevati.
Dovrà essere
altresì indicata la sistematica tecnica adottata per l’elaborazione delle
informazioni con il computer.
ESEMPIO
NUMERICO DELL’IMPIEGO DELLA RETE INVESTIGATIVA
A.
– UFFICIO DIGOS-
Provincia di NAPOLI
B.
– UFFICIO SQUADRA
MOBILE
1.
– Per ogni
ufficio della rete investigativa devono essere previste le forze di personale
da impiegare nell’accertamento degli autori degli illeciti
penali ed amministrativi e delle modalità di commissione dei reati.
Si
può allora ipotizzare il seguente organico per l’intera rete investigativa.:
60.000
uomini impiegati permanentemente nell’attività investigativa della DIGOS e
della SQUADRA MOBILE, in Italia:
60.000 : 5 turni di servizio = 12.000 operatori
12.000-
1.440 (ferie e malattie) = 10.560 operatori di sicurezza
Popolazione
nazionale = 57.000.000 abitanti
57.000.000:
10.560 = 5.400 abitanti per operatore di polizia della rete investigativa, ovvero un operatore di polizia ogni 5.400 abitanti.
CITTA’ DI
NAPOLI E
PROVINCIA
1.298.000 abitanti
per la città di Napoli (Censimento 1971)
2.898.000 abitanti
per l’intera provincia di Napoli
1.600.000 abitanti
con esclusione della città di Napoli
1.298.000 : 5.400 abitanti per operatore = 240 operatori circa per turno di servizio per la città di Napoli
1.600.000 : 5.400 = 296 operatori per
ciascuno dei 5 turni di servizio
per 6
settori di decentramento provinciale per
Napoli provincia, escluso Napoli
Ogni
settore di decentramento avrà 296 : 6 = 49
operatori circa per turno di servizio, pari a 196 nell’arco
dell’intera giornata.
ESEMPIO NUMERICO DELLE FORZE IMPIEGABILI NEL SETTORE
VOLANTI DELLA PRIMA DIVISIONE DELL’UFFICIO SICUREZZA
PROVINCIALE DI NAPOLI
60.000
uomini impiegati permanentemente nel servizio di volante sul territorio nazionale.
10.560 operatori di sicurezza impiegati in ogni turno
di servizio sul territorio nazionale.
240
operatori impiegati continuativamente sul territorio del Comune di Napoli, come
addetti al settore volanti, cioè vi saranno 120
volanti.
I
settori di intervento sono gli stessi del poliziotto
di quartiere e corrispondono ai sottosettori di decentramento del settore e
alle 5 zone in cui è stato ripartito il Comune di Napoli e che continuano fino
ai confini di settore attraverso il territorio dei Comuni che costituiscono il
settore di decentramento.
Vi
saranno poi 148 volanti di due uomini per tutti i settori di decentramento della provincia di
Napoli, escluso il settore di Napoli.
RIEPILOGO DEL N. VOLANTI, POLIZIOTTO DI
QUARTIERE ED UNITA’ INVESTIGATIVE IN ITALIA.
- Operatori da
impiegare nelle unità investigative 60.000
50. volanti X 2 uomini /volante = 100 uomini
100
uomini X 5 turni = 500 uomini
500
uomini X 100 province = 50.000 uomini + 10.000 (assenze per ferie e malattie) =
60.000 uomini
Lo stesso dicasi per le altre reti preventive di poliziotto di quartiere e per la rete
di investigazione.
Così
avremo 60.000 unità impiegate nelle volanti
60.000 unità impiegate per
il poliziotto di quartiere
60.000 unità impiegate per
la rete investigativa
______
180.000 uomini impiegati in servizi
amministrativi e recuperati al servizio attivo
Mediamente in Italia
e per ciascuna provincia vengono impiegate 50 unità
volante, 50 unità poliziotto di quartiere e 50 unità della rete investigativa,
per un totale di 150 unità, per ogni turno di servizio di giorno e di notte.
NUMERO ATTUALE
DI APPARTENENTI ALLE 7 FORZE DI POLIZIA DELLO
STATO ITALIANO ANNO 2004
POLIZIA DI STATO 100.000
CARABINIERI 110.000
GUARDIA DI FINANZA
64.000
POLIZIA MUNICIPALE
85.000
POLIZIA
PENITENZIARIA 50.000
GUARDIE FORESTALI 10.000
VIGILI DEL FUOCO 25.000
________________
444.000
==============
PERSONALE DA
RECUPERARE AL SERVIZIO ATTIVO
Trattasi di
personale impiegato in servizi amministrativi, logistici e burocratici pur
avendo la qualifica di Adente o Ufficiale di P.S. e di
Agente o Ufficiale di Polizia Giudiziaria. Queste funzioni necessarie per il
buon andamento di tutta la struttura di sicurezza delle 7 forze di Polizia
italiane, devono essere affidate ad impiegati civili, ad imprese private con
contratto a termine e ad appartenenti alle stesse forze dell’ordine (nel caso
di servizi riservati di carattere amministrativo), ma che perdono le qualifiche
citate, in quanto non più appartenenti al settore operativo, ma a quello amministrativo. Si tratta comunque
in quest’ultimo caso di personale poco numeroso,
strettamente necessario per i servizi amministrativi particolarmente riservati.
In
migliaia tale personale può essere
così determinato numericamente (i dati
sono approssimati per difetto, per cui quelli reali sono certamente molto superiori):
POLIZIA
DI STATO
60.000
CARABINIERI 70.000
GUARDIA
DI FINANZA 40.000
POLIZIA MUNICIPALE
45.000
POLIZIA
PENITENZIARIA 30.000
GUARDIE FORESTALI 6.000
TOTALE 271.000
Questo numero corrisponde
ad un valore inferiore al 60 % dell’intera forza di
addetti al settore sicurezza, se si escludono i vigili del fuoco, per i quali
la dispersione è più ridotta.
Tuttavia si tratta
sempre di una cifra approssimata per difetto, dato che per la dispersione del
sistema dovuta a servizi burocratici, amministrativi e logistici, il personale
non operativo è certamente
molto superiore ai valori indicati.
IPOTESI DI
NUOVA DISTRIBUZIONE DI OPERATORI DI POLIZIA TRA LE
VARIE FORZE
DELL’ORDINE SU INDICATE, IN RELAZIONE AL
PROGETTO DI
RISTRUTTURAZIONE GENERALE DEL SETTORE
SICUREZZA.
1.
– POLIZIA DI
STATO ( il valore è indicato in unità operative)
-
Operativi in servizi di prevenzione e repressione 60.000
-
Reparti mobili 5.000
-
Specialità 10.000
-
Dirigenti e direttivi 1.500
-
Ispettori 2.000
78.500
2.
– CARABINIERI
-
Operativi in servizi di prevenzione e repressione 60.000
-
Reparti mobili 5.000
-
Specialità 10.000
( i
10.000 uomini attualmente impiegati nei servizi di
Polizia
militare, vanno progressivamente recuperati alla
attività
di prevenzione e di repressione di Polizia, affidando
i
relativi incarichi di polizia militare alle forze armate)
-
Dirigenti e direttivi 1.500
-
Gradi equiparati agli ispettori della Polizia di Stato 2.000
78.500
3.
– ISTITUTI DI
ISTRUZIONE e centri di addestramento
di tutte
le forze di Polizia 5.000
4) – POLIZIA
SCIENTIFICA per tutte le forze di polizia 5.000
5) – GUARDIA DI
FINANZA
40.000
6) – POLIZIA
MUNICIPALE
amministrativi
di carattere operativo 50.000
7) – POLIZIA
PENITENZIARIA 35.000
8) – GUARDIE
FORESTALI 10.000
9) – VIGILI DEL
FUOCO 20.000
TOTALE GENERALE 382.000
444.000 –
382.000 =
62.000
Si può quindi prevedere di porre in
quiescenza i 62.000 operatori di Polizia più anziani nell’arco di tre anni, le cui somme recuperate andranno a pagare i
servizi amministrativi burocratici e logistici, che saranno affidati ad imprese
private con contratto a termine o ad
impiegati civili. In questo modo il
progetto sicurezza di riorganizzazione delle forze di
Polizia italiane avrebbe costo zero.
VICE
QUESTORE A. DELLA POLIZIA
DI STATO
Dr.
Arch. Dr. Bellu Daniele